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Monaco, una città ancora incredula
Nessuno ricorda un fatto di una tale gravità

Basilicata

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Una città ancora incredula
dall’inviato SALVATORE BUFANIO
MONACO DI BAVIERA - Nella ricca capitale bavarese la sensazione è di incredulità. «E' un atto sconsiderato e disumano - racconta Dominik, 27enne studente universitario, nato e residente a Monaco di Baviera - compiuto senza dubbio da uno squilibrato. E' incredibile che si possa morire in questo modo». «Per un attimo mi è sembrato di vivere in una città senza controllo», dice invece Franco, famoso ristoratore italiano.
Una morte assurda, inspiegabile quella di Domenico Lorusso. Ha perso la vita per aver difeso la sua ragazza dagli sputi e dalle offese di uno sconosciuto incrociato proprio mentre percorrevano in bicicletta la strada che costeggia il fiume Isar, nel centro di Monaco di Baviera. 
Nonostante quel tratto non sia video-sorvegliato, gli abitanti di Monaco non ricordano particolari fatti di cronaca. «La storia più triste che ricordi - dice Amelie, un’anziana signora bavarese, residente non lontano dal luogo dell'aggressione  - è di una giovane che aveva bevuto troppo e ha rischiato di annegare. Ricordo le ambulanze qui vicino... ma questa storia è diversa, è davvero sconvolgente. E' impossibile che si possa morire in questo modo». Nessuno riesce a comprendere le ragioni di questo folle gesto. La polizia invita chiunque abbia visto qualcosa a mettersi in contatto telefonicamente con il distretto più vicino. Ogni informazione può essere preziosa. 
Alcuni testimoni hanno già fornito agli investigatori delle indicazioni sull'aggressore: alto circa 1.75, capelli corti e lisci, vestito completamente di scuro e con una valigetta in mano. Domenico non aveva avuto dissidi con nessuno. Monaco di Baviera è una città che accoglie a braccia aperta i giovani laureati italiani e sono molti i giovani che trovano qui la propria realizzazione professionale. 
La stessa famiglia di Domenico precisa come fosse «perfettamente integrato a Monaco di Baviera». 
«Ho sentito discorsi che tendono al razzismo - dice Francesca - finendo per trasformare il crimine di un folle in un gesto che abbia chissá che a che fare con l’italianità della vittima. Tutti potevamo essere Domenico l’altra sera, tutti possiamo imbatterci in uno squilibrato ma ripeto, non se ne faccia una questione razziale. Mi angoscia pensare al dolore provato dalla sua ragazza, che ha assistito inerme a una tale scena e che senz’altro la dovrá portare per sempre con sè». 
«La gente emigra in qui per cercare fortuna, speranze e realizzare sogni, mentre adesso - confessa Daniele Salamone, fisioterapista residente a Monaco - mi accorgo che è subentrato il terrore di passeggiare con la famiglia perchè non sai cosa puoi aspettarti». 
Gli amici del 31enne ingegnere potentino sono vicini al dolore della famiglia e quando vedono le prime pagine dei giornali locali titolare “Ciclista accoltellato lungo l'Isar, voleva difendere la sua ragazza dagli sputi di uno sconosciuto” sperano ancora che sia stato un brutto incubo, che non si tratti del loro amico. E invece in prima pagina c'è proprio il sorriso disarmante di Domenico. 

MONACO DI BAVIERA - Nella ricca capitale bavarese la sensazione è di incredulità. «E' un atto sconsiderato e disumano - racconta Dominik, 27enne studente universitario, nato e residente a Monaco di Baviera - compiuto senza dubbio da uno squilibrato. E' incredibile che si possa morire in questo modo». 

«Per un attimo mi è sembrato di vivere in una città senza controllo», dice invece Franco, famoso ristoratore italiano. Una morte assurda, inspiegabile quella di Domenico Lorusso. Ha perso la vita per aver difeso la sua ragazza dagli sputi e dalle offese di uno sconosciuto incrociato proprio mentre percorrevano in bicicletta la strada che costeggia il fiume Isar, nel centro di Monaco di Baviera. Nonostante quel tratto non sia video-sorvegliato, gli abitanti di Monaco non ricordano che sia successo mai nulla di cos' grave. 
«La storia più drammatica che ricordi - dice Amelie, un’anziana signora bavarese, residente non lontano dal luogo dell'aggressione  - è di una giovane che aveva bevuto troppo e ha rischiato di annegare nell'Isar. Ricordo le ambulanze qui vicino... ma questa storia è diversa, è davvero sconvolgente. E' impossibile che si possa morire in questo modo». Nessuno riesce a comprendere le ragioni di questo folle gesto. 
La Polizia invita chiunque abbia visto qualcosa a fornire la propria testimonianza. Ogni informazione può essere preziosa. Alcuni hanno già fornito agli investigatori delle indicazioni sull'aggressore: alto circa 1.75, capelli corti e lisci, vestito completamente di scuro e con una borsa a tracolla. Domenico non aveva avuto dissidi con nessuno. Monaco di Baviera è una città che accoglie a braccia aperta i giovani laureati italiani e sono molti i giovani che trovano qui la propria realizzazione professionale. La stessa famiglia di Domenico precisa come fosse «perfettamente integrato a Monaco di Baviera». 
«Ho sentito discorsi che tendono al razzismo - dice Francesca - finendo per trasformare il crimine di un folle in un gesto che abbia chissá che a che fare con l’italianità della vittima. Tutti potevamo essere Domenico l’altra sera, tutti possiamo imbatterci in uno squilibrato ma ripeto, non se ne faccia una questione razziale. Mi angoscia pensare al dolore provato dalla sua ragazza, che ha assistito inerme a una tale scena e che senz’altro la dovrá portare per sempre con sè».
«Si tratta di un crimine assurdo, difficile da accettare perchè - afferma il direttore di Rinascita Flash, Sandra Cartacci - oltre alla violenza, colpisce la banalità di quello che poteva rimanere un diverbio e finire con qualche chiarimento, non a coltellate. Non apprezzo molto leggere la nazionalità della vittima o del colpevole: siamo tutti umani, tutti da rispettare. Il diritto di cronaca non può essere messo in discussione, ma se italiano fosse stato l'omicida - cosa già successa in passato - ci saremmo sentiti feriti da questa informazione, avremmo avuto l'impressione di poter essere in qualche modo accomunati al colpevole. Nel caso specifico di Domenico Lorusso, il colpevole, per quanto ne sappiamo finora, potrebbe essere di qualsiasi nazionalità. Se risultasse vero però che si trattava di un ubriaco, sarebbe opportuno chiedersi se sia accettabile tanta indulgenza verso il problema dell'alcolismo, in un Paese che colpisce duramente chi guida la macchina in stato di ebbrezza, ma chiude volentieri un occhio in ogni altro frangente»
 «La gente emigra in qui per cercare fortuna, speranze e realizzare sogni, mentre adesso - confessa Daniele Salamone, fisioterapista residente a Monaco - mi accorgo che è subentrato il terrore di passeggiare con la famiglia perchè non sai cosa puoi aspettarti». 
Gli amici del 31enne ingegnere potentino sono vicini al dolore della famiglia e quando vedono le prime pagine dei giornali locali titolare “Ciclista accoltellato lungo l'Isar, voleva difendere la sua ragazza dagli sputi di uno sconosciuto” sperano ancora che sia stato un brutto incubo, che non si tratti del loro amico. E invece in prima pagina c'è proprio il sorriso disarmante di Domenico. 

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