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Un'intercettazione a Pasquale Pace
svela la storia dei Tancredi

Basilicata

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PASQUALE PACE ha un ruolo ben specifico in questa vicenda, quello di intestarsi delle società poi di fatto appartenenti ai Tancredi. Una sorta di prestanome che aiuta a coprire, al prezzo di una percentuale, le attività della famiglia Tancredi. Tutto questo emerge chiaramente anche dall'intercettazione telefonica dove Pace invita Antonio Tancredi a recarsi presso l'Ufficio per firmare delle carte.

«Va bene come ti liberi mi devi firmare un attimo una carta là per quel fatto là dei contributi»

Ma Pace, già dopo la storia del figlio sulle slot machine, si rivela una “fonte” involontaria preziosissima per gli inquirenti. Il 5 marzo del 2011 Pace si trova a bordo della sua macchina e racconta ai suoi collaboratori la genesi e la storia della famiglia Tancredi riferendosi sia al gruppo di Venosa che a quello di Potenza. In pratica racconta tutto: come questa famiglia ha accumulato ingenti ricchezze, il ruolo di ciascuno degli indagati all’interno dell’associazione e le varie vie illecite per ottenere certe ricchezze. In particolare, Pace parla dello stato di salute del capofamiglia, Pasquale Carmine Tancredi.

«Dicono che il commendatore sta in ospedale» Inoltre Pace descrive il grande patrimonio economico (immobiliare e finanziario) accumulato in lodo illecito.

«Pure è arrivato alla fine sto commendatore, tutti i cazzi degli imbrogli ("intracini" fonetico) che ha fatto, ha inguaiato un sacco di persone, figurati, voglio sapere quanta gente viene a bussare alla porta: come stai? Ti senti bene?». Pace continua a raccontare della circostanza che i figli del predetto “commendatore” alla morte del padre, dividerebbero un impero economico appunto creato in modo illecito

«Neanche i figli se vai vedendo! Anzi, non vedono l'ora che se ne scende (muoia ndr) che si devono dividere i soldi! Là nemmeno è una lira e due... là le proprietà ci sono».

Pace Pasquale parla del grande patrimonio accumulato dai fratelli Tancredi Rocco e Antonio grazie al gioco d'azzardo. Nella fattispecie, grazie alle slot machines illecite riproducenti il gioco del poker e distribuite dalla società Mtm di Potenza (società di fatto gestita da Rocco Tancredi) «che ha rubato la piazza! Il padre di Antonio, il padre di Antonio... l'Azienda era del padre di Antonio, di Antonio e Gino... tan'è vero che Mtm , quella società là Mtm, che c'è Rocco Tancredi, Raffaele Marino e (incomprensibile ndr)... loro erano i dipendenti del papà di Antonio... Rocco Tancredi e Raffaele Marino lavorano  per il papà di Antonio, è morto il papà di Antonio, loro erano tanti anni che lavoravano e Antonio e  Gino erano piccolini non riuscivano a fare la cosa... hanno gestito il noleggio per conto della mamma di Antonio che poi è morta pure la mamma. Fatto così... hanno acchiappato in mano tutte cose, hanno dato quattro soldi ad Antonio e Gino e si sono tenuti la società, perchè loro non sapevano realmente che facevano... poi sono entrati il fratello di Rocco Tancredi, lavorava per i baresi! Quelli di Venosa già facevano il noleggio per i fatti propri, allora che cosa è sucesso che... Antonio e Gino prima hanno lavorato con la Mtm e si sono cercati di riprendere l'azienda, non hanno capito più di tanto perchè, erano troppo volponi Raffaele Marino e Rocco Tancredi, che hanno fatto? si sono consorziati con quelli di Venosa».

Poi si aggiunge la storia della loro tutela da parte di membri del gruppo mafioso pugliese, che avrebbe fornito protezione.

«Sacra Corona Unita No... da Venosa a salire sopra, la Puglia lavorava Rocco, Tonino, il fratello di Rocco Tancredi con i baresi ... erano presenti in tutta Italia... quella era pur sempre l'azienda numero 1 in tutta Italia, con i video poker, che poi hanno fatto dei maxi sequestri, maxi arresti e tutto l'ambaradan... erano diventati veramente intoccabili, non uno scherzo, quelli erano veramente diventati intoccabili... con i fratelli Fornelli, ma tu scherzi! Sacra corona unita proprio secca...»

Pasquale Pace, inoltre avendo avuto contezza della indagine nei suoi confronti dopo la notifica della proroga del termine per le indagini preliminari, commenta le indagini definendole «farsa da parte del Tribunale di Potenza in quanto le indagini durano 3-4 anni con il solo scopo di far pagare grosse cifre per le spede degli avvocati e le spese per le intercettazioni telefoniche, perchè se no il tribunale non ha motivo di presentare delle spese così alte di avvocati, giudici, intercettazioni, perchè sempre nelle famiglie che ci sono i soldi devi andare a togliere i soldi, perchè ti mettono in mezzo però non ti fanno mai passare un guaio, ti fanno stare indagato per 3 anni, 4 anni, tu nello stesso tempo i giudici tengono sempre lavoro, dicono sempre che stanno  dietro a queste famiglie, gli avvocati tu gli devi dare a portare sempre i 500 euro al mese perchè glieli devi portare, arrivato a questo punto... l'interesse è quello di mai, di non capire mai cosa accade a questo punto... l'interesse è quello di mai, di non capire mai cosa accade perchè deve essere così... E si dive dimostrare che il tribunale lavora, il Tribunale di Potenza che indaga sempre le persone che, presumono che siano indagate per circostanze diverse... ah e noi siamo sempre indagati perchè non si sa mai perchè ... riciclaggio, cose,... che cosa? ma se noi quando andiamo a fare i conti non ci nemmeno pagano...Riciclaggio! Qua devi fare a pugni che non vogliono neanche pagare la gente gli assegni, no se no li devo mandare indietro qualche assegno».

Un’intercettazione “campale” che ben descrive la storia criminale della famiglia tancredi vista da uno che ha vissuto a stretto contatto con i Tancredi. La storia di un gruppo familiare in attesa di potersi spartire affari e patrimoni e mettere le mani su quando il “commendatore” aveva conquistato nella sua vita. Un epico finale che sembra arrivare direttamente da un film.

v.panettieri@luedi.it

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