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Selfie fa rima con Melfi
L’evento Fca dalla A alla Z

Basilicata
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Didascalia Foto: 
Renzi, Elkann e Marchionne alla Fca di Melfi il 28 maggio 2015
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AMERICA La Punto, che poverina si era fatta trovare all'ingresso tra le due sorelle più importanti, ci rimane malissimo quando Matteo Renzi gongola al microfono: «In Basilicata si fanno le Jeep per l'America». John Elkann rilancerà con una sua dichiarazione di elogio per i due «straordinari» modelli prodotti qui (Jeep Renegade e 500X). Non si trattano così gli (automezzi) anziani. Alquanto risentiti anche i due gioielli di famiglia, però, quando il premier ha confessato di voler comprare un'Alfa.  
BOCCHE cucite: la consegna è il silenzio, guai se chiedi di poter scambiare due chiacchiere con qualche dipendente, così, a caldo dopo la visita. Si sbottona (ma con un amico, al cellulare) solo l'autista che ci riporterà all'uscita C: «C'è stato Renzi. È arrivato con l'elicottero. Già se n'è ggiùt'». Sintesi perfetta.
CENTRO (del mondo) Sarà pure vero, come dice il governatore, ma se in Puglia il premier ha snobbato Emiliano, qui ha fatto lo stesso con Matera che si prepara al voto amministrativo di domenica (ma che avrà in più Vincenzo De Luca?). Ci consoleremo con Delrio, ospite della Capitale della Cultura 2019 nei quattro giorni dell'iniziativa Panorama. Ma non sarà lo stesso...
DUCESCO La mistica del leader che “scende” al livello della classe operaia è – più che mussoliniana (vedi aratura) – presidenziale, nel senso di premier: ecco che Renzi nel muletto giallo tra i corridoi dell'unità montaggio ricorda i tanti predecessori in elmetto nei vari cantieri sparsi per l'Italia. Non solo: «Quello di Renzi oggi a Melfi sembra il remake della visita elettorale che fece Monti prima delle ultime elezioni politiche. Visita che non portò proprio bene al premier di allora. I nostri Presidenti del consiglio si pongono verso la nuova “Fiat dei 2 mondi” più come dei “Fracchia” che come dei Napoleone» (Giorgio Airaudo, responsabile lavoro di Sel). I Proletari comunisti che manifestano coi licenziati preferiscono parlare di «moderno fascismo padronale».
E GLI ALTRI? Nel suo (non nuovo) attacco ai talk-show («Per difendere il lavoro non si va ai talk show del martedì sera a fare grandi slogan ideologici, si creano le fabbriche»; Barbara D'Urso e Maria de Filippi non fanno talk politici, ca va sans dire), Renzi scontenta non poco PresaDiretta, Servizio Pubblico et similia, oltre a tutti gli altri approfondimenti politici che effettivamente ammorbano i palinsesti. Sarà per questo che poche ore prima aveva smentito le voci di un confronto tv con Berlusconi. Si trova meglio senza contraddittorio. In ogni caso, ieri sera era a "Virus" per rispondere alle domande di Nicola Porro. 
FIORENTINA «Ho trovato un tifoso della Fiorentina, un ganzo totale! E soprattutto coraggioso...». Inizia così il discorso del premier al microfono dopo il breve passaggio a favore di telecamere (poche, mentre dietro il cordone si scatena la ressa).
GUELFI E GHIBELLINI «Vengo dalla città delle divisioni, ma in Italia ci sono davvero troppe polemiche e lamentele. Grazie al Jobs Act questi lavoratori avranno contratti sempre più solidi e stabili».
HIGH SPEED Cronisti esaltati: ci faranno sicuramente entrare in una di queste benedette Renegade, o no?!? Niente di tutto ciò: i potenti mezzi messi a disposizione da Fca per il trasporto nello stabilimento sono dei pulmini (quelli della lettera B).
INFRASTRUTTURE Il ministro Delrio, non potendo arrivare in sella alla bicicletta su cui è solito muoversi a Roma, marca comunque la differenza presentandosi alla guida di una jeep bianca (Marchionne guida quella rossa che porta Renzi ed Elkann). Commento di un giornalista: «Sticazzi!» (la freddezza è data dal fatto che è un giornalista di agenzia).
JOHN Elkann batte Renzi nei selfie, soprattutto in quelli con le donne. Ma lo spin doctor renziano Filippo Sensi, alias @nonmfup, su twitter firma lo scoop pubblicando una meta-fotografia: il presidente del gruppo che fotografa a sua volta Renzi abbracciato agli operai.
LANDSCAPE (paesaggio in inglese; è per darci anche noi un tono internazionale) L'interno dello stabilimento è a metà strada fra un aeroporto (spazi enormi, hangar e prati curatissimi che sono l'ideale per un pic-nic) e un ranch: il 90% del parco macchine in circolazione è composto da jeep.
MISTERI/1 Marchionne glissa sulla trattativa con General Motors: ma questo scambio di mail in ottica fusione c'è stata o no? «Non confermo nulla... mando così tante mail... E poi non si parla così di queste cose, lo farò quando sarà il momento». Eppure le previsioni parlano di una fusione nell'auto entro il 2018. 
MISTERI/2 Cos'ha fatto Marcello Pittella nell'ora che lo separa dal suo arrivo (ore 10) a quello del premier (ore 11) all'interno dell'unità di montaggio? Per qualche momento, nel pomeriggio, si teme un comunicato stampa in stile ISTITVTO LVCE del tipo “Il governatore s'è rimboccato le maniche e in appena sessanta minuti ha costruito un modello di Jeep Renegade confondendosi tra le maestranze in tuta: è record” (vedi anche lettera D).
NUOVI SLOGAN «Con Melfi, Matera e le risorse naturali, Renzi si renderà conto che Cristo ha superato Eboli» (Piero Lacorazza, presidente del consiglio regionale).
OVER La Borsa reagisce male all'annuncio di Marchionne secondo cui entro la fine dell’anno «molto probabilmente ci saranno altre mille assunzioni nel comprensorio di Melfi» (il titolo Fca chiude lo stesso a -0,14%).
PETROLIO Ma le macchine vanno ad acqua? Domanda più che lecita visto che il petrolio è stato il grande assente della visita del presidente del Consiglio. Nessun accenno nemmeno nei discorsi del governatore. La cosa che più si potrebbe associare al liquido nero è il sapore del caffè offerto ai giornalisti.
QUI MILANO «Il fatto che Renzi sia a Melfi è significativo. Essere presenti nei luoghi giusti e che ce la fanno è importante, e penso che la ripresa sia consolidata ma con il governo dobbiamo avere ambizioni più elevate. Ma mi hanno detto che invece Marchionne avrebbe voluto essere qui» (Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, prima di prendere parte all’assemblea di Confindustria snobbata da Renzi e Marchionne, ex associato Confindustria).
REPARTI Occhio ai fotomontaggi sui social perché il Matteo Renzi in giro nel reparto lastratura tra Elkann, Delrio e Marchionne ricorda non poco il Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste impersonato da Alberto Sordi. Soprattutto nel saluto ecumenico ai neoassunti. Manca solo l'aurea fantozziana del Capo gran farabutt. figl. di putt. sceso dai piani alti per parlare col volgo.
SIMPATIA «Le domande? Dopo. Quando? Dopo». Un'ora e un quarto d'attesa (9,45-11) davanti all'unità montaggio per telecamere, taccuini e flash, ma il premier scivola via in un minuto con questa battuta. Non proprio apprezzatissima. L'organizzazione rimedierà con un buffet tra dolce e salato nel reparto lastratura, ma segnaliamo una falla nell'organizzazione lucano-sabaudo-statunitense: non c'era il reparto per celiaci!
TRASLOCHI Per allestire la sala stampa hanno fatto “traslocare” in tutta fretta tre uffici. Si spera temporaneamente, altrimenti le stime sugli assunti vanno riviste al ribasso e comunque i detrattori della riforma del lavoro renziana avranno un po' di pane per i loro denti.
UNICO (SINDACATO) «Chi parla di regimi totalitari si sbaglia», dice Marchionne riferendosi alla polemica sul sindacato unico (altra battaglia del premier negli ultimi giorni) e citando i casi simili in Germania e negli States. Susanna Camusso: «Non è vero che in Germania c'è il sindacato unico».
VOLTI «Oggi siamo qui per dimostrare che il lavoro non è solo statistiche ma anche volti e storie di donne e uomini». Ciò non esula lo zelante Claudio D'Agostino, impeccabile maestro di cerimonia, dal fornire un report di 4 pagine sui numeri di “Fca Melfi – Lo stabilimento e la nuova sfida internazionale”. Più apprezzato del caffè.
ZOO «Da qui ci fanno fare le domande?», battuta di un giornalista davanti a una gabbia gialla che sa tanto di leoni allo zoo, effettivamente. Il recinto nel quale terranno i media, però, non sarà da meno, non tanto per la scomodità del posto quanto per il prolungamento della pena (torna alla lettera S).

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