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Tante denunce prima delle botte

Basilicata

Parla la donna aggredita a Vibo dai fratelli Pagano, che hanno mandato in prognosi riservata la figlia di 13 anni, che tentava di difendere la madre

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Ha rischiato di morire per difendere la madre, ha guardato in faccia i suoi due aggressori e con il sangue che sgorgava dalla ferita in testa, causata da una sprangata, gli ha urlato la sua rabbia. Miriam ha solo tredici anni ma ha coraggio da vendere; ha subito un brutto colpo alla testa durante l'aggressione avvenuta mercoledì mattina, ma i medici di Catanzaro sono fiduciosi nella ripresa. Ha coraggio ma anche paura che quei due uomini, Mario e Paolo Pagano, possano ripresentarsi davanti ai suoi occhi: , ha chiesto ieri alla madre, Rosa Schiavello, che ha trascorso al suo fianco l'intera giornata nel nosocomio catanzarese, nell'Unità operativa complessa di neurochirurgia, diretta da Claudio Ceccotti, in prognosi riservata che sarà sciolta entro 48 ore. Soffrono entrambe, madre e figlia, consapevoli che forse quel brutto episodio poteva essere evitato.
Rosa Schiavello infatti, il comportamento assurdo di quei due uomini, l'aveva già denunciato e più volte. A partire da due anni fa, quando erano arrivate le prime parole grosse e poi le minacce, non tanto velate, si era recata in pellegrinaggio negli uffici di polizia e carabinieri. Aveva raccontato, denunciato, messo firme sotto i verbali, ma sempre le era stato risposto che non c'erano abbastanza elementi per agire contro i fratelli Pagano; elementi che adesso sono evidenti. Così tutto è andato avanti in silenzio, fino a mercoledì mattina, mentre Rosa accompagnava la figlia nell'Istituto tecnico in cui Miriam frequenta il primo anno. Se li è trovati davanti, mentre viaggiava in auto nel traffico del mattino.
. Il tentativo però è stato inutile perchè Mario Pagano, dopo essersi accanito contro la vettura, avrebbe inseguito le due donne, colpendo prima la madre e poi la ragazzina. Quest'ultima ha tentato di difendersi con un braccio, ma non è riuscita ad evitare un colpo dietro l'orecchio sinistro. La Schiavello ha poi telefonato al 113 ed una pattuglia della Questura è riuscita a bloccare i due aggressori mentre si trovavano nelle vicinanze.
Intanto, anche se lentamente, vanno migliorando le condizioni della figlia. Il quadro clinico sembra essere migliorato, anche se i medici restano cauti nello sciogliere la prognosi.

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