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Rifiuti, i primi esami sull'aria

Basilicata

Summit della task force in Provincia ; l'Arpacal al lavoro per l'indagine conoscitiva mentre l'Asp, se necessario, analizzerà il sangue dei bambini

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La task force è arrivata a Crotone per dare via al sopralluogo sui diciotto siti dove sono stati utilizzati come materiali edili, i rifiuti tossici provenienti dalla fabbrica metallurgica di Pertusola. Si inizia dalle scuole e dagli esami dell'aria, e l'Arpacal eseguirà il monitoraggio. , ha affermato Teresa Oranges, rappresentante dell'Arpacal e componente della commissione voluta dai ministeri Salute e Ambiente, e dal governatore calabrese Loiero; .
La task force, composta anche da emissari dei due ministeri, era monca di un componente al suo arrivo; non c'era infatti il funzionario del ministro Prestigiacomo.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Provincia di Crotone, Sergio Iritale (nella foto): . Alla riunione, hanno anche partecipato i sindaci dei comuni interessati (Crotone, Isola Capo Rizzuto e Cutro), ma anche dirigenti della Regione, dell'Azienda sanitaria, e un delegato del ministero della Salute, Giacomo Brancati, che è anche ispettore regionale della sanità. Il sindaco Peppino Vallone è andato con i piedi di piombo a fondo del discorso: .
Il primo cittadino non ha dubbi: .
Il lavoro degli emissari sarà anche quello di fare una sorta di indagine epidemiologica sulla popolazione, oltre che a mettere in sicurezza i siti interessati. Sono 18 i sequestri disposti dal Pm Pierpaolo Bruni, dopo l'apertura dell'inchiesta Black Mountains, e sotto quelle costruzioni ci sono 350 mila tonnellate di conglomerato idraulico catalizzato, miscela esplosiva, cancerogena, fatta da scorie dell'ex Pertusola e dalla loppa dell'Altoforno dellIlva di Taranto.
Le istituzioni dunque, sembrano essersi messe in moto, e come sempre, dopo che qualcuno ha messo in luce queste gravità, ma resta un altro nodo da sciogliere, ed è quello della bonifica dell'ex Pertusola. La Syndial ha accettato di ritornare a Crotone per occuparsi della bonifica dopo essere stata estromessa nel 2001 dall'Ufficio del commissario delegato per l'emergenza ambientale in Calabria. La controllata di Eni, non vuole sentire parlare delle aree esterne ai vecchi stabilimenti, ritenendo di essere responsabile soltanto dell'inquinamento accertato nei perimetri dell'ex Pertusola Sud, e delle aree Agricoltura e Fosfotec, facenti parte delle linee produttive della ex Montedison. Quello che adesso viene fuori è che l'Eni, dopo l'inchiesta sul disastro ambientale, potrebbe trovarsi a dover bonificare, ma in danno. Intanto per questo intervento sono stati già stanziati 500 milioni di euro.

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