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Caso Monteleone: "Mi fermerà solo un verdetto giusto"

Basilicata

Così la mamma di Federica che conferma un incontro con l'ex dg Talarico. Ieri il giudice per le udienze preliminari ha rinviato l'udienzaslitta al 4 novembre.

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Doveva iniziare ieri il processo sulla drammatica morte di Federica Monteleone, ma a causa della mancata notifica a tre degli indagati, il gup, Gabriella Lupoli, ha aggiornato l'udienza al prossimo 4 novembre. Niente costituzione, quindi, nè delle parti in causa nè delle parti civili. Unico elemento di rilievo è stata la richiesta avanzata dal procuratore Mario Spagnuolo presente in aula con il titolare dell'inchiesta, il pm Fabrizio Garofalo, di acquisizione agli atti di un dvd nel quale sarebbe registrata una conversazione avvenuta durante l'estate, dopo la conclusione delle indagini, nella casa della famiglia Monteleone tra la mamma di Federica, Maria Sorrentino (in foto), e Francesco Talarico, dg dell'Asp all'epoca del fatto. All'incontro sarebbe stato presente anche il medico Ignazio Vasapollo, direttore del dipartimento dei servizi sanitari. "In effetti - ha commentato la Sorrentino - ho incontrato Talarico che mi aveva telefonato per chiedermi di vederci. Seppur a malincuore ho accettato dopo numerose insistenze". E sulla perdita drammatica subita, la signora Monteleone ha le idee chiare. "A mia figlia è stato negato anche l'ultimo desiderio di donare gli organi. pertanto non posso che pretendere giustizia. Federica vendeva salute e ci ha rimesso la vita. Non mi fermerò nemmeno davanti a un verdetto se non lo riterrò giusto e finchè non avrò giustizia totale. Oggi - ha proseguito - in questo tribunale compariranno soltanto i mandanti dell'omicidio di mia figlia e noi ci riterremo soddisfatti solo quando dietro al banco degli imputati vedremo gli esecutori materiali che hanno commesso un omicidio e anche il reato di omissione di soccorso". Nove, intanto, sono gli indagati: Francesco Costa, Francesco talarico, Alfonso Luciano, Pietro Schirripa, Roberto De Vincentis, Nicola Gradia, Antonino Stuppia, Antonio Bruni e Matteo Cautadella. L'accusa per tutti è di omicidio colposo con in più istigazione alla corruzzione per Talarico e falso per Stuppia.

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