Salta al contenuto principale

Ndrangheta, trovato il cadavere
del sospetto omicida di Cutrì

Basilicata

Domenico Marsetti è stato ritrovato morto ieri, a San Cesareo. Era ricercato per l'uccisione di Domenico Cutrì, genero del boss della cosca Alvaro

Tempo di lettura: 
1 minuto 54 secondi

Il corpo senza vita di Domenico Marsetti, 32 anni, ricercato per l’omicidio di Domenico Cutrì, 32 anni (nella foto), genero del boss della cosca Alvaro di Sinopoli (Reggio Calabria), è stato rinvenuto ieri a San Cesareo, nelle campagne romane. Cutrì, marito della figlia del boss Carmine Alvaro, era sato ucciso domenica scorsa nel piccolo centro pre aspromontano. Cutrì prima di morire, ha avuto una lite verbale con Marsetti, conclusasi a colpi di pistola nei pressi del cimitero del paese. Il genero del boss era poi morto in ospedale. Il giorno successivo, il dirigente della Squadra Mobile, Renato Cortese, e il suo vice Renato Panvino hanno inoltrato un rapporto giudiziario nel quale sono contenuti pesanti indizi di colpevolezza a carico di Marsetti in ordine al delitto Cutrì. Da qual momento, con il coordinamento del sostituto Procuratore della Repubblica del tribunale di Palmi, Eliana Franco, la polizia ha proseguito le ricerche di Marsetti, la cui autovettura, una Fiat Stilo, ieri, è stata rinvenuta parcheggiata davanti alla stazione ferroviaria di Brancaleone, sulla tratta ionica reggina. Oggi il rinvenimento del corpo del giovane pregiudicato a Frascati. Delitto per il quale indagano i carabinieri del posto. Non viene escluso che Domenico Marsetti abbia raggiunto Roma in treno e da qui proseguito per Frascati tentando di trovare protezione in qualche famiglia amica. Ma sarebbe stato raggiunto dalla vendetta. Non viene altresì escluso il sequestro del giovane poi trasportato fino a Frascati dove è stato «processato» e condannato a morte.
Gli investigatori seguono la pista delle vendetta, in quanto già dalle ore immediatamente successive al delitto di Cutrì, commesso domenica pomeriggio a Sinopoli, gli uomini della squadra mobile reggina si erano messi sulle tracce di Marsetti per chiedergli conto di un litigio avuto con Cutrì, poco prima del suo omicidio sul quale non ci sono state testimonianze verbalizzate, ma voci e informazioni raccolte dalla polizia. L’uomo, però, si è allontanato subito da Sinopoli facendo perdere le sue tracce. Il clan Alvaro è una delle cosche più potenti del reggino, temuta, secondo gli investigatori, per la sua determinazione criminale che la porta ad interessarsi di tutti gli affari illeciti tipici dell’attività mafiosa. Ieri intanto,nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e San Giorgio, a Sinopoli, si sono svolti i funerali di Cutrì controllati a distanza da polizia e carabinieri.

(Fonte: Ansa)

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?