Salta al contenuto principale

Ndrangheta, arrestati i sindaci di Gioia Tauro
e Rosarno

Basilicata

I due amministratori e il vicesindaco di Gioia Tauro, sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione condotta contro i vertici della cosca Piromalli

Tempo di lettura: 
1 minuto 31 secondi

Il sindaco di Gioia Tauro, il vice sindaco dello stesso comune e il sindaco di Rosarno, Giorgio Dal Torrione, Rosario Schiavone e Carlo Martellisono, stati arrestati questa mattina dalla Squadra mobile della questura di Reggio Calabria in esecuzione di provvedimenti restrittivi emessi dal Gip distrettuale della città dello Stretto. Le ordinanze sono in tutto cinque. Gli altri due arresti riguardano esponenti della cosca Piromalli, egemone nella Piana di Gioia Tauro. Nei confronti degli amministratori viene ipotizzato il concorso esterno in associazione mafiosa.
Nell’operazione sono stati anche Gioacchino Piromalli e suo nipote omonimo, entrambi considerati ai vertici della cosca.
I due sindaci e il vicesindaco di Gioia Tauro, erano indagati da alcuni mesi perchè accusati di avere dato la loro disponibilità a far lavorare per i rispettivi Comuni l’avvocato Gioacchino Piromalli, di 39 anni, anche lui arrestato stamani, dopo una condanna per associazione mafiosa, favorendo così il suo reinserimento. In realtà, secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria, gli amministratori avrebbero concorso al perseguimento delle finalità della 'ndrina dei Piromalli. Nell’inchiesta è indagato anche il sindaco di San Ferdinando, ma nei suoi confronti non risulta sia stato emesso alcun provvedimento. Era stato lo stesso Gioacchino Piromalli, nipote omonimo dell’altro arrestato di oggi ritenuto uno degli elementi di vertice della cosca, a chiedere al Tribunale di sorveglianza di poter far fronte al giudizio del Tribunale di Palmi, che lo aveva condannato a un risarcimento civile di 10 milioni di euro nei confronti dei tre Comuni, lavorando, vista la sua non disponibilità economica, per conto degli Enti. Lo stesso Piromalli aveva fatto richiesta ai tre Enti e i sindaci avevano in qualche maniera dato la loro disponibilità. Secondo quanto si è appreso, alla base dell’arresto, eseguito dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Gioia Tauro, vi sarebbero, però, anche altri motivi.

(Fonte: ANSA)

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?