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La Calabria al Columbus Day

Basilicata

Negli Stati Uniti, presente la delegazione del Consiglio regionale della Calabria, guidata dal vicepresidente Antonio Borrello

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I carri, la tradizione, le bande musicali, i gruppi folk, le bandiere, mille celebrity, italiane e italoamericane. E la folla, soprattutto: una moltitudine sbandierante e commossa assiepata dietro le transenne lungo l’infinita Fifth Avenue. La missione negli Stati Uniti della delegazione del Consiglio regionale della Calabria, guidata dal vicepresidente Antonio Borrello, prima di quella prevista in West Virginia, ha avuto la sua prima tappa a Manhattan per le celebrazioni del Columbus Day culminate con la celeberrima sfilata sulla Quinta Strada. Insieme a Borrello, alla più sentita delle celebrazioni italiane nel mondo, i consiglieri Nino De Gaetano (Rifondazione comunista), Salvatore Magarò (Sdi), Franco Pacenza (Ps) e Michele Trematerra (capogruppo dell’Udc). La delegazione dell’Assemblea calabrese ha partecipato, su invito della «Columbia Citizens Foundation», alle manifestazioni del Columbus Day e alla tradizionale Parata che celebra l’orgoglio italiano negli Usa. Giunta alla 64 esima edizione, quest’anno la manifestazione newyorkese ha assunto un carattere particolare anche per la contemporanea presenza del premier Berlusconi negli USA per partecipare alla festa del Columbus Day alla Casa Bianca con George W. Bush. A New York il gonfalone del Consiglio regionale ha sfilato lungo il percorso della parata accompagnato dal ritmo coinvolgente del gruppo folk «Parafonè» di Serra San Bruno, una giovane formazione musicale che ha riscosso notevole successo riproponendo i più allegri e trascinanti brani etnici calabresi. Così una zampogna, la millenaria «capra che suona», ha levato le sue note ancestrali sfidando i grattacieli insieme a un organetto e ai pifferi, i tamburelli e tutte le tipiche percussioni calabresi. Alla delegazione ufficiale del Consiglio regionale si sono avvicinati durante la parata sindaci e delegazioni di comuni e associazioni venute dalla Calabria e oriundi di tutte e cinque le provincie ma anche parenti, amici e nipoti, quasi sempre giovani che ormai parlano esclusivamente inglese anche se sventolano il tricolore e cantano «Calavrisella».

A New York si festeggia il Columbus Day ma ormai da anni, fra i nostri corregionali, si parla anche di «Calabrian pride», di orgoglio calabrese. La Calabria è, del resto, ogni anno sempre più visibile nella kermesse. Ha conquistato un posto di tutto rispetto nel festival marciante di musica, gruppi folk, centinaia di carri allegorici e di bande, costumi tradizionali di tutte le regioni d’Italia che ha animato anche ieri la grande sfilata che è dedicata all’esaltazione di quello spirito italiano di rinascita, progresso e modernizzazione. Cristoforo Colombo è il simbolo di questa sfida. La molla che lo spinse a solcare l'oceano e a cambiare la geografia e la storia del mondo non è poi molto diversa da quello che ha indotto milioni di italiani ad affrontare sacrifici indicibili e fatica immani per approdare in America. «Scoprì un nuovo Mondo, cambiò la storia del Mondo», è scritto ai piedi del monumento al Columbus Circle di Manhattan. E nel nome del Grande Navigatore anche quest’anno sono stati festeggiati tutti gli altri italiani che tanti anni dopo di lui con il loro patrimonio di lavoro, di cultura e tradizioni hanno contribuito a costruire l'America di oggi. L’imponente parata del Columbus Day '08 ha radunato lungo tutto il percorso oltre 400mila persone. Una moltitudine varia e composita per età, provenienza, appartenenza sociale. È sfilato, in Fifth Avenue, un orgoglio italoamericano che è «trasversale» oltre che internazionale. Tutti insieme per festeggiare le proprie origini: dal lontano 1929, quest’appuntamento si conferma la più sentita delle celebrazioni italiane nel mondo. La fascia di Grand Marshal della Columbus Day Parade quest’anno è toccata all’ammiraglio a quattro stelle Edmund Giambastiani, noto tra i militari americani col soprannome «Admiral G.» creato per lui dal presidente George W. Bush. Trentasette anni di brillante carriera alle spalle nella Marina militare statunitense, Giambastiani, già vice capo degli Stati Maggiori interforze, ha lasciato l’anno scorso le Forze Armate per diventare presidente di Alenia North America, sussidiaria di Alenia Aeronautica e Finmeccanica.

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