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Nel 2009 meeting Euro Mediterraneo

Basilicata

La città di Cosenza ospiterà per un anno una serie di manifestazioni e incontri. Si attendono molti giovani di diverse nazionalità e religioni. Oliverio entusiasta dell'occasione

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Cosenza ospiterà, a partire dal 2009, un meeting annuale di giovani di diverse nazionalità e religioni, appartenenti ai Paesi del bacino del Mediterraneo. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, incontrando i giovani della Fondazione «Beresheet LaShalom». I giovani, provenienti da Israele, in apertura della cerimonia del «Premio Fondazione Carical Grinzane Cavour per la cultura euromediterranea», si sono esibiti sul palcoscenico del Teatro «Rendano» in una performance sul tema della pace. Il sindaco Perugini, accettando l’invito ricevuto al “Rendano», si è intrattenuto a lungo con i ragazzi e con Angelica Edna Calò Livnè, che ha dato vita alla Fondazione “Beresheet LaShalom», attraverso la quale promuove l’incontro di tradizioni e culture diverse, e che, insieme al marito Jehuda, anima la compagnia del Teatro dell’Arcobaleno composta da ragazzi ebrei, cristiani, musulmani, drusi che vivono insieme un anno di volontariato. «La nostra – ha detto Perugini – è una città accogliente, desiderosa di aprire sempre nuovi spazi di dialogo. Per questo, stiamo lavorando per organizzare, a partire dal 2009, un meeting annuale di giovani di diverse, per confermare e valorizzare la vocazione di Cosenza ad essere luogo di incontro. Mi ripropongo di parlarne al più presto con il presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, e con il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio (nella foto), anche nella sua qualità di presidente della Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo». «Attraverso il teatro – ha detto Calò Livnè – i nostri ragazzi trasformano in arte l’esperienza di volontariato che stanno vivendo e che si articola in diverse forme di impegno. Comunicando ciò che sperimentano, possono contribuire, soprattutto nell’incontro con altri giovani, a formare per il futuro una leadership che sappia percorrere strade di pace. Il popolo più bello – ha aggiunto – è quello dei ragazzi, che sanno comprendersi con grande spontaneità, come è avvenuto in questi giorni».

(Fonte: AnsaMed)

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