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Cersosimo, critiche aspre alla Gelmini

Basilicata

La crisi scolastica è al primo posto anche se il vice di Agazio Loiero bacchetta tutto il Governo e le sue scelte sulla politica regionale. "Le Regioni - ha ammesso - non cederanno"

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«Nessuna riforma può essere attuata con la forza e contro gli interessi del territorio, tanto meno quella sull'organizzazione scolastica, con tagli ed accorpamenti drastici di istituti ed alunni. L’idea di commissariare le Regioni, se non applicheranno alla lettera le decisioni del Governo, è una scelta incostituzionale e pericolossissima. La Calabria l’ha sostenuto nell’ufficio di presidenza della Conferenza delle Regioni, l’organismo di vertice di cui fa parte, riuscendo a porre questa pregiudiziale nel confronto con il ministro Gelmini. Le Regioni non cederanno su questo principio». Lo afferma, in una nota, il vice presidente della Giunta regionale della Calabria, Domenico Cersosimo, in merito alla rottura avvenuta durante la Conferenza Unificata a Roma, dove le Regioni hanno abbandonato la seduta per protesta contro le decisioni del Governo per la scuola. «Se oggi iniziamo coi commissari per la scuola, imposti senza nessuna intesa con le Regioni, domani dove arriveremo? Ai commissari per i trasporti, per gli acquedotti, per lo spettacolo, per il turismo e via dicendo? Con questa decisione -ha sottolineato Cersosimo – il Governo ha gettato alle ortiche anche la positiva esperienza avviata in passato e di comune accordo sulla sanità, dove i commissari servono per fare i piani di rientro dal deficit. La Costituzione, all’articolo 120, prevede il commissariamento delle Regioni solo per fatti gravissimi. Riemerge il segno intrinsecamente autoritario delle relazioni istituzionali di questo Governo che illegittimamente si vuole appropriare della competenza regionale sull'organizzazione scolastica. In un’Italia disuguale, geograficamente e socialmente, per la scuola è irrazionale ed improduttivo porre dall’alto un criterio assoluto, con il tetto dei 50 alunni per la chiusura ed i 500 per l’accorpamento, per ridurre un servizio primario per i cittadini. I ministri Gelmini e Tremonti rappresentano il 'Giano bifrontè della politica: da una parte ipercentralisti e dall’altra iperfederalisti, riducendo i costi per lo Stato ed incrementando quelli degli Enti locali per trasporti e riorganizzazione dei plessi. Ambedue logiche estremiste e sbagliate».

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