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Mandante delitto Fortugno parlava di armi

Basilicata

Alessandro Marcianò accusato di essere stato il mandante dell’assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, è stato intercettato dai Carabinieri

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Parlava di armi in alcune telefonate intercettate dai carabinieri prima dell’omicidio di Francesco Fortugno, Alessandro Marcianò, accusato di essere stato il mandante dell’assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria. È quanto ha riferito il maresciallo dei carabinieri Giuseppe De Gaetano, perito nominato dalla Corte d’assise davanti alla quale si sta svolgendo il dibattimento. De Gaetano è stato incaricato dalla Corte d’assise di trascrivere alcune intercettazioni telefoniche fatte dopo l'omicidio di Fortugno ed altre relative all’operazione Intreccio, nell’ambito della quale, nell’aprile del 2005, Giuseppe Marcianò fu arrestato. De Gaetano ha detto che in almeno due telefonate Giuseppe Marcianò ed uno degli indagati dell’inchiesta Intreccio parlano di armi. Nel corso dell’udienza i difensori degli imputati hanno chiesto che vengano sentiti alcuni indagati di un’operazione fatta dalla Dda di Reggio Calabria lo scorso anno a Bova Marina che in alcune intercettazioni parlano dell’omicidio Fortugno. I pm, Mario Andrigo e Marco Colamonaci, si sono opposti alla richiesta sostenendo che l’indagine cui fanno riferimento i difensori è ancora in corso. La Corte si è riservata di decidere.

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