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Arresti a Locri per gli appalti dell'ex Asl9

Basilicata

La Guardia di Finanza ha arrestato nove persone collegate alla vicenda degli appalti truccati. Si tratta di imprenditori, medici e sanitari alcuni dei quali molto noti in città

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Imprenditori, medici e dirigenti sanitari della ex A.S.L.9 di Locri, sono coinvolti in un’inchiesta condotta dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria. Gli avvisi di garanzia hanno riguardato 9 persone tra cui un imprenditore del settore sanitario, particolarmente presente nella città di Reggio Calabria e nell’intero territorio regionale, destinatario di una misura interdittiva all’esercizio dell’attività di impresa. Si tratta per la maggior parte di soggetti coinvolti a diverso titolo anche in una prima tranche dell’inchiesta. I provvedimenti, emessi dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, recano le firme dei Sostituti Procuratori della Repubblica Mario Andrigo e Marco Colamoni «e rappresentano un ulteriore risultato conseguito nell’ambito della complessa ed articolata attività condotta dalle Fiamme Gialle», all’indomani del delitto Fortugno. In una nota delle fiamme Gialle si fa rilevare che Fortugno «è stato per molti anni in servizio presso l’A.S.L.9 di Locri nel ruolo di primario del Pronto Soccorso dell’ospedale ed all’epoca dei fatti era un esponente di rilievo del partito politico La Margherita». In particolare, si fa rilevare, «nell’intento di verificare se il delitto fosse anche originato da vicende legate all’ambito lavorativo e professionale della vittima, nonchè la presenza di eventuali forme di condizionamento nelle attività amministrative dell’ASL da parte della criminalità organizzata», l’Ufficio di Procura ha disposto una specifica attività di indagine su appalti e forniture di beni e servizi disposti dall’A.S.L.di Locri. L’impegno operativo che, nei suoi primi sviluppi, ha portato all’emissione di 6 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori del settore sanitario titolari delle società Attimed Sas e Ti.Medical Sas e di dirigenti della ASL n. 9, «ha confermato l'esistenza di fenomeni degenerativi all’interno della struttura pubblica che hanno di fatto moltiplicato i ricavi netti delle forniture contribuendo per un totale di 2,5 milioni di euro al dissesto delle casse della struttura sanitaria di Locri Si tratta della stessa A.S.L.9 fatta oggetto anche di accertamenti da parte della Commissione di accesso Prefettizia, sfociati poi nel decreto di scioglimento dell’azienda per infiltrazioni mafiose avvenuto in data 28 aprile 2006».

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