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Ospedale Vibo, maxi operazione dei Carabinieri

Basilicata

Stamattina le forze dell'ordine hanno proceduto al sequestro di tre reparti, ortopedia, immunoematologia e pronto soccorso, dello "Jazzolino". Spagnuolo: "Intervento decisivo"

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I carabinieri hanno sequestrato i reparti di ortopedia, immunoematologia e pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. I carabinieri hanno sequestrato anche l’impianto elettrico dell’intera struttura ospedaliera. Il provvedimento di sequestro in via di urgenza, emesso dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, non determinerà la sospensione delle prestazioni mediche nei reparti interessati. Le indagini che hanno portato al sequestro dei reparti dell’ospedale di Vibo Valentia sono stati condotte dai Carabinieri del comando provinciale, del Nucleo antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Catanzaro, e del Nucleo operativo ecologico di Reggio Calabria. Il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, ha nominato custode giudiziale della struttura il commissario straordinario dell’azienda sanitaria provinciale, Rubens Curia. Nel provvedimento di sequestro è previsto che il commissario dell’azienda sanitaria dovrà garantire il normale proseguimento delle attività di assistenza ai malati e dovrà procedere, entro trenta giorni, all’adeguamento ed alla messa a norma delle strutture sequestrate.
«Durante le indagini sono emerse gravissime e reiterate carenze che creano gravi pericoli per l’incolumità pubblica». Lo ha detto il Procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo. «Il sequestro predisposto stamani – ha aggiunto – è un importante intervento deciso dai sostituti del pool creato per quanto riguarda la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Speriamo di acquisire ulteriori elementi di indagine che ci consentiranno di chiarire la situazione». «Dalle indagini – ha proseguito Spagnuolo – i carabinieri, con grande professionalità, hanno riscontrato delle situazioni gravi dal punto di vista igienico-sanitario. Il sequestro non incide dal punto di vista della cura dei pazienti perchè le attività proseguiranno normalmente. Il commissario dell’azienda sanitaria, inoltre, entro 30 giorni dovrà provvedere all’ adeguamento delle strutture». Le indagini che hanno portato al sequestro dei reparti dell’ospedale di Vibo Valentia hanno avuto inizio dopo la morte di Federica Monteleone. Per la morte di Federica sono indagati nove persone per le quali la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo. La morte di Federica Monteleone è avvenuta nel gennaio del 2007 dopo alcuni giorni di coma a seguito di un black out durante un intervento di appendicectomia. Nel dicembre dello stesso anno è avvenuto il decesso di Eva Ruscio durante un intervento di tracheotomia d’urgenza dopo essere stata ricoverata per un ascesso alle tonsille. Nel settembre scorso, infine, sempre nell’ospedale 'Jazzolinò si è verificato un black out elettrico che però non ha provocato danni a persone.Già a gennaio scorso i carabinieri del Nas di Catanzaro, dopo un controllo straordinario disposto dal Ministero della Salute, riscontrarono nell’ospedale di Vibo Valentia circa 800 infrazioni. In quell'occasione i carabinieri denunciarono in stato di libertà 30 persone tra dirigenti e medici della struttura ospedaliera accusati a vario titolo di inosservanza delle norme tese a garantire la sicurezza e la salubrità nei luoghi di ricovero e di lavoro. Durante i controlli fu rilevata la presenza di impianti elettrici non a norma; l’omessa custodia di rifiuti sanitari a rischio infettivo; la mancanza di requisiti igienico-sanitari e strutturali; umidità e scarsa pulizia negli ambienti di lavoro; l'impraticabilità delle vie di fuga perchè ostruite; la mancanza dei cartelli segnaletici di sicurezza; la non corretta tenuta dei registri di entrata ed uscita dei farmaci ad azione stupefacente.

Ecco i 33 nomi degli indagati, a vario titolo, che non avrebbero provveduto a garantire le misure di sicurezza in materia igienico sanitaria:

Angela Adamo, 54 anni; Sandro Baldari (51); Nicola Bertuccio (59); Ottavio Bono (68); Luigi Mario Borello (58); Antonio Bruni (44); Oscar Cervadoro (55); Vincenzo Corrado Colistra (58); Michele Comito (48); Domenico Consoli (57); Armando Crupi (62); Maria Teresa Daffinà (42); Leonardo De Luca (63); Roberto De Vincentiis (59); Domenico Franzè (60); Francesco Giofrè (59); Giuseppe Nicola Gadia (58); Antonio Imbarlina (58); Giuseppe Luccisano (60); Giuseppe Manfrida (59); Francesco Miceli (60); Francesco Monteverdi (56); Vincenzo Natale (51); Francesco Petrolo (60); Giuseppe Potenza (59); Vincenzo Santamaria (59); Pietro Schirripa (57); Michele Soriano (59); Domenico Sorrentino (53); Domenico Stalteri (59); Francesco Talarico (42); Antonio Talesa (55); Ignazio Vasapollo (59).

(Fonte: Ansa)

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