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Gioia: firmato accordo per la titolarità del Porto

Basilicata

Sono due i protocolli che chiudono il contenzioso sulla titolarità delle aree del Porto. L'accordo è stato raggiunto ieri pomeriggio presso il Palazzo Alemanni di Catanzaro

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Si è chiuso con la firma di due protocolli il contenzioso sulla titolarità delle aree del porto di Gioia Tauro. L’accordo è stato raggiunto ieri pomeriggio, a Palazzo Alemanni di Catanzaro, al termine di una riunione, convocata e presieduta dal presidente Loiero, alla quale hanno partecipato Rodolfo De Dominicis, Commissario di governo per il piano di sviluppo del porto; Giovanni Grimaldi, presidente dell’Autorità portuale; Giuseppe Fragomeni e Francesco Cosentino, presidente e direttore generale del Consorzio dell’area di sviluppo industriale della provincia di Reggio, e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, rappresentati dai segretari generali Sergio Genco, Luigi Sbarra e Roverto Castagna. La riunione - spiega tramite una nota la Regione - alla quale hanno preso parte anche l’assessore all’Urbanistica, Michelangelo Tripodi, il responsabile Uoa per gli Affari generali, Vincenzo Falcone, e il segretario generale della Presidenza, Nicola Durante, è servita per determinare l'inizio del procedimento per la chiusura definitiva della querelle sulle zone retroportuali di Gioia. In particolare sono stati siglati due protocolli che dovranno essere poi sottoscritti dai competenti ministeri. Il primo è relativo all’individuazione dei fondi per lo sviluppo del retroporto che indica l’Asi come soggetto attuatore e prevede un finanziamento a carico dello Stato di circa 70 milioni, di cui venti a gravare sui fondi Fas nazionali e il resto da rinvenire da una delibera Cipe di modifica delle delibera 89/2003 che finanziava la piastra del freddo e aveva come soggetto aggiudicatore l'autorità portuale. Sono fatti salvi i fondi già assegnati all’Autorità portuale e, comunque, impegnati. La prossima delibera Cipe prevederà la nuova localizzazione della piastra del freddo che sarà collocata nei pressi dell’impianto di rigassificazione, così come funzionalmente prefigurato dall’intesa Stato-Regione, siglata nell’aprile 2008. Nel secondo protocollo viene sancita la rinuncia definitiva da parte dell’Asi delle aree soggette a contenzioso e l’inizio della procedura di demanializzazione.

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