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In un libro la Reggina dalla A alla Z

Basilicata

La storia del club amaranto raccontata nel volume edito da Laruffa e scritto dal giornalista Giusva Branca, è stato presentato nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio

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«Reggina 1914-2008. La Storia» è il volume edito da Laruffa e presentato, stamattina, nel salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio scritto dal giornalista Giusva Branca che si è avvalso del prezioso contributo del collega Claudio Cordova Un almanacco che raccoglie quasi un secolo di storia della Reggina attraverso notizie, tabelloni, classifiche, albo d’oro e personaggi che hanno fatto la storia della squadra amaranto. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il sindaco, Giuseppe Scopelliti, l’autore, Giusva Branca, Claudio Cordova e l'editore, Roberto Laruffa. «Una pubblicazione davvero interessante - ha sottolineato il sindaco Scopelliti - che traccia, in maniera dettagliata e con dovizia di particolari, un excursus della Reggina. Un’esperienza di quasi cent'anni segnata da sconfitte ma anche da grandi risultati». Soddisfazione è stata espressa anche dall’autore Branca: «Sono felice di avere, oggi, accanto a me il sindaco con il quale abbiamo condiviso il percorso tutto in salita degli amaranto. E' doveroso da parte mia ringraziare l’editore Laruffa che ha creduto nella bontà di quest’opera che aiuterà coloro che hanno vissuto in prima persona le avventure della Reggina a ricostruire gli episodi più emblematici e darà la possibilità ai più giovani di conoscere dati e personaggi di un periodo così ampio. A tale proposito non posso non citare le pubblicazioni precedenti curate dai colleghi Saverio Pedullà e Rocco Musolino che hanno fornito una ricostruzione storica importante sulla squadra». Le conclusioni sono state dell’editore Roberto Laruffa entusiasta della pubblicazione: «E'importante importante che la città sia informata dell’esistenza di questo libro fatto di numeri, protagonisti, immagini storiche dai campionati minori alle serie A poichè la gente ha sempre guardato alla Reggina come una sorta di riscatto sociale. Proprio per questo lo promuoveremo anche fuori, ovvero, a tutti i reggini che non vivono più in città ma che con essa non hanno mai tagliato i ponti».

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