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Scuola, rivolta per il coordinamento Ata

Basilicata

E' scontro tra i movimenti dei precari della scuola a Catanzaro. Il coordinamento dei Licenziati replica con forza alle dichiarazioni del portavoce del movimento Ata Onesti

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E' scontro tra i movimenti dei precari della scuola a Catanzaro. Il Coordinamento Ata-Licenziati si è riunito per replicare alle «dichiarazioni gravissime» del portavoce del M.A.O «Movimento ATA Onesti» contestando le argomentazioni che il quale ancora una volta si parla di aiuti per i punteggi che si acquisiscono abusivamente. «Viene difficile comprendere – è scritto in un documento – chi attribuisce la qualifica di «Ata onesti» a quei lavoratori che oggi si sentono defraudati in un loro diritto, incuranti dei diritti degli altri per presunti illeciti, tutti da dimostrare nelle sedi opportune». Ad avviso del Coordinamento Ata Licenziati, «Maiorino, non ha alcun titolo per arrogarsi sembianze di eroe del Terzo Millennio. Nè si capisce – continua la nota – per quale virtù divine costui nel comparto scuola, riferendo pubblicamente, riesce ad avere notizie con facilità superiori anche rispetto a Giudici su fascicoli personali dei lavoratori, deducendo con altrettanta convinzione quale lavoratore nei riguardi di un altro possiede i titoli necessari per rimanere nelle graduatorie». «Sbandierare che la Cgil è stata la promotrice di tale denuncia, non solo ci preoccupa – ha affermato Pino Grisolia, rappresentante del Sindacato autonoma Antes/Scuola – ma addirittura ci lascia indignati per tutti quei lavoratori che sono stati indagati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro fin dall’inizio delle indagini, ma che mai sono stati allontanati dal proprio posto di lavoro pur con rapporti di parentela diretti con ex dirigenti sindacali della stessa Cgil e non solo. Comparare i tagli previsti dagli attuali ministri Tremonti e Gelmini – continua Grisolia – con l’inserimento nelle graduatorie di lavoratori che non avrebbero diritto, equivale ad una pura demagogia larvata da altrettanta cattiveria, col solo presupposto di farsi largo per non perdere il proprio posto di lavoro a scapito di altri. Maiorino - domanda – col suo Mao «Movimento Ata onesti» quali iniziative ha intrapreso in tal senso? I sostenitori di tale Movimento sono tutti in regola con il personale carteggio, compreso lo stesso Maiorino portavoce dei «lavoratori onesti»?
«Dopo 5 anni di indagini - conclude – con richiesta di rinvio a giudizio per ben 201 persone per il 16 dicembre 2008 con i nuovi Giudici, unici titolati a valutare con serenità l’operato degli uffici Miur/Calabria, e dopo le numerose sentenze del TAR/Calabria, Maiorino – dice ancora il sindacalista – spiega essere lui il detentore della verità, affermando che ancora le graduatorie non sono trasparenti e con ciò contraddice sia l’allora direttore regionale Lucrezia Stellaci, sia l’operato del P.M. dott. De Magistris e sia dei Carabinieri che hanno indagato. Instaurare un «tavolo di confronto» tra sottoposti del Direttore Generale del Miur/Calabria ed il cosiddetto Movimento «Mao», in una vicenda molto ingarbugliata qual è stata quella sul personale ATA della provincia di Catanzaro, in uno Stato di diritto, ci lascia l’amaro in bocca per l’operato sottoscritto in tale riunione. Il Direttore Generale dott. Francesco Mercurio è stato informato di tutto ciò? Chiediamo e diffidiamo i dirigenti Mirarchi e Coluccio, che con semplicità inaudita ed in spregio alle leggi dello stato italiano, hanno accettato di far visionare fascicoli coperti anche dalla privacy ad un fantomatico «Movimento» che giuridicamente non può avanzare nessuna richiesta collettiva. Il Mao come riterrà opportuno visionare tali fascicoli, forse usando il pallottiere? Forse qualche dipendente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Catanzaro, fornisce notizie al Movimento degli onesti, con l’aggravante di disporre «quel lavoratore sì, quello no»? Forse la discussione accesa, tra il Mao ed i dirigenti dell’Amministrazione, a cui fa riferimento l’articolo giornalistico, ha impaurito l’alta dirigenza del Miur/Calabria»? Il Coordinamento Ata licenziati, aggiunge Grisolia, «non si farà intimidire da queste estemporanee uscite sulla stampa da parte di un sedicente «Movimento Ata onesti», guarda caso sempre in momenti coincidenti con la posizione giudiziaria di tutte le persone coinvolte nel procedimento penale di che trattasi. Non sembrano questi i presupposti di un legittimo «riconoscimento» elargito arbitrariamente dall’Amministrazione ad un presunto «Movimento», che stranamente incontra il silenzio dei sindacati Confederali. In primis la Cgil/Scuola. È stato costituito un organismo parallelo alle sigle Sindacali da usare quale paravento per nascondere oscure malefatte? Come mai il sindacato – chiede Grisolia – ANtes-SCUOLA, federato Gilda/unams ha sempre ricevuto diniego dal dott. Coluccio alla richiesta d’accesso ad atti pur essendo legittimato in tali richieste? Come mai lavoratori hanno avuto rigettato richieste d’accesso ad atti per la tutela della loro dignità, trasmettendo tale documentazione all’Autorità Giudiziaria alla quale il dott. De Magistris aveva affidato le indagini? Cosa si voleva dimostrare?».
Maiorino ed il suo movimento degli «ATA onesti» non risulta abbia mai chiesto una commissione d’inchiesta, perchè verifichi cosa sia successo negli uffici periferici del Miur/Calabria, cosa che invece gli ATA-licenziati hanno da sempre chiesto, sia pubblicamente sia nelle varie sedi politiche nazionali ed istituzionali ai vari livelli». Grisolia rende noto che «ritenendo gravi le affermazioni esternate dal portavoce del MAO Maiorino, il Coordinamento Ata Licenziati ha dato mandato ai propri legali di fiducia per produrre denuncia per il reiterato comportamento diffamatorio e calunnioso nei confronti dei lavoratori licenziati. Ancora una volta – aggiunge – interesseremo il ministero della pubblica istruzione, chiedendo anche al nuovo Procuratore della Repubblica di Catanzaro di ricevere una delegazione per esternare le nostre indignazioni sull'intera vicenda. Auspicando che all’indagine condotta dal dott. De Magistris – conclude il dirigente sindacale dell’Antes-Scuola - con i suoi collaboratori, che sono andate in un verso anzichè in un altro, siano concluse veramente, dopo 5 anni».

(Fonte: Agi)

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