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Genoa, l'avversario ostico della Reggina

Basilicata

Puntano alla Champions ma non lo ammettono. I rossoblu liguri, domenica affronteranno la Reggina con l'obiettivo dei tre punti godendosi il momento e vivendo alla giornata

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Il Genoa è una delle belle realtà di questo campionato. La squadra di Gian Piero Gasperini si sta facendo apprezzare per risultati e gioco coinvolgendo quasi tutta la rosa a disposizione. «Abbiamo cambiato 16 giocatori e c'era la necessità di vederli all’opera - spiega il tecnico rossoblù intervenuto a Radio Anch’io Lo Sport - In questo campionato con tante partite ravvicinate c'è l’esigenza di operare un turn-over. Credo che la rosa debba essere coinvolta al meglio in tutti i suoi elementi, tutti si devono sentire titolari e sempre pronti. Il Genoa la squadra che diverte di più? Abbiamo fatto delle buone gare ma l’importante è fare dei punti, abbiamo avuto un calendario sulla carta molto difficile e siamo riusciti a fare un bel bottino di punti, esserci riusciti col gioco è una grande soddisfazione». Si parla già di un Gasperini nel mirino delle grandi ma il tecnico al momento sembra non pensarci. «Vivo di presente e in questo momento è il Genoa, una società che in due anni e mezzo ha fatto tanta strada e ha ancora tanta possibilità di crescere: abbiamo un grande presidente che investe, uno staff con cui lavoro benissimo, un’ottima squadra e una piazza calorosa. La mia grande è il Genoa. Pronti per la Champions? Giustamente i tifosi sognano, noi pensiamo alla realtà. Quest’anno non è il nostro obiettivo, dobbiamo pensare a battere la Reggina domenica prossima, vivere alla giornata e goderci il momento senza pensare troppo al futuro». Gli arbitri hanno ricominciato a sbagliare, spesso a favore delle grandi squadre. Il tecnico del Genoa ha la sua opinione al riguardo: «Gli errori sono normali e bisogna imparare ad accettarli - spiega - anche se poi ci sono errori clamorosi come quelli di Sampdoria-Torino. Verso le grandi c'è ancora un pò di sudditanza psicologica, tra virgolette, anche se loro si arrabbiano davanti a questa riflessione, però in tono minore. La buona fede non è più in discussione, forse il fattore campo in certi stadi incide e inciderà sempre».

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