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Insediato il comitato per lo sviluppo del Parco del Pollino

Basilicata

Si è insediato stamani, a Castrovillari il Comitato Istituzionale per le nuove politiche di sviluppo territoriale nell’area del Parco Nazionale del Pollino

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Si è insediato stamani, a Castrovillari (CS), nella sede della Comunità del Parco, il Comitato Istituzionale previsto dal Protocollo d’intesa per nuove politiche di sviluppo territoriale nell’area del Parco Nazionale del Pollino siglato il 27 settembre scorso a Piano Ruggio di Viggianello (PZ).
Al tavolo hanno partecipato i componenti il Comitato: il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, quello della Regione Basilicata, Vito De Filippo, il presidente della Provincia di Cosenza, Gerardo Mario Oliverio, l’assessore Giuseppe Telesca in rappresentanza della Provincia di Potenza, il presidente dell’Ente Parco, Domenico Pappaterra e quello della Comunità del Parco, Sandro Berardone e il Sindaco di Castrovillari, Francesco Blaiotta, vice presidente della Comunità del Parco.
Secondo quanto previsto dall’ordine del giorno della riunione, il Comitato ha individuato i soggetti tecnici in rappresentanza di ognuna delle Istituzioni firmatarie del protocollo. Per quanto riguarda l’individuazione dei soggetti del partenariato economico e sociale il Comitato ha delegato il Presidente del Parco. Per l’individuazione del comitato scientifico il Parco, attraverso il consigliere Antonio Schiavelli, delegato alla Programmazione, ha formulato una proposta indicando un primo nucelo di personalità che hanno dato la loro disponibilità: i professori Paolo De Castro, Piero Bevilacqua, Alberto Manelli, Ettore Bove e Felice Adinolfi. Per Vito De Filippo «Basilicata e Calabria oltre ad essere due regioni vicine sono sostanzialmente amiche». «La fase – ha detto il presidente della Regione Basilicata – è abbastanza bollente e l’Italia non gira bene». «L'attività di Berardone e di Pappaterra – ha poi continuato riferendosi al Protocollo d’Intesa del Parco - è fondato sulla ripresa di un Ente che è uno straordinario attrattore ma che ha espresso il minimo delle sue potenzialità. Ricostruire la rete di rapporti con tutto ciò che è il mondo del Parco» è il primo passo compiuto. Ora è il momento di attuare il protocollo che, per De Filippo «non è fatto di clamorosi annunci» ma che, anzi, «si è gestito con molta modestia». «L'Europa – ha detto De Filippo – ha dato obiettivi precisi: lo sfondo disegnato vede in sintonia i programmi di Basilicata e Calabria» dentro i quail De Filippo ha indicato due articolazioni: una in cui «la governance è affidata direttamente al Parco», un’altra, per le misure più generali «su cui poter lavorare per aiutare a gestire i programmi in sintonia».
«Il Mezzogiorno - ha poi aggiunto De Filippo – non ha bisogno di divisioni. Questo è un piccolo modello». Infine un riferimento al fenomeno dello spopolamento proposto all’inizio della riunione dal sindaco Blaiotta. Per De Filippo il problema vero non è l'emigrazione, che pure c'è, ma il saldo naturale tra mortalità e nascite. «Ciò vuol dire – ha detto De Filippo - che la struttura della società sta cambiando». Agazio Loiero ha dichiarato che «attraverso questo Protocollo potremo fare un uso più fecondo dei programmi operativi» che sono stati, invece «frammentati nel 2000-2006». «Stiamo cercando – ha spiegato il presidente della Regione Calabria – di strutturare, di rendere omogenei i programmi». Riferendosi alle relazioni con la Basilicata ha poi parlato di «rapporto straordinario». Anche Loiero si è soffermato sul rischio spopolamento spiegando che «al di là dell’esodo di tanti giovani, in Calabria il problema più drammatico è quello della competitività». Anche Loiero ha poi dichiarato di aderire convintamente al Protocollo e al metodo stabilito per raggiungere gli obiettivi che tendono a candidare il territorio del Parco Nazionale del Pollino all’utilizzazione dei fondi dell’Unione Europea per tutelare e valorizzare il suo patrimonio naturalistico e culturale. Al fine di migliorare la qualità della vita dei residenti. Inizialmente, dopo i saluti del sindaco di Castrovillari Francesco Blaiotta che si è detto onorato della presenza dei due governatori (ha consegnato loro delle pubblicazioni su Castrovillari) e si è augurato che il Comitato possa svolgere un lavoro proficuo soprattutto offrendo una possibilità ai giovani, il presidente del Parco, Domenico Pappaterra ha ribadito le finalità del Protocollo d’intesa e I passaggi consumati sino all’insediamento odierno. Quindi Antonio Schiavelli ha descritto le macro aree su cui intervenire ricordando che è stato fatto, insieme con INEA un lavoro di ricognizione rispetto ai programmi utilizzabili.

Soddisfatto, al termine della riunione, il presidente Pappaterra il quale ha dichiarato: «Oggi abbiamo avviato in maniera concreta il lavoro dell’Intesa. Fisseremo a breve un incontro operativo del tavolo istituzionale e inizieremo a dialogare con partenariato economico e sociale perchè, come è stato ribadito dai presidenti delle Regioni Basilicata e Calabria che ringrazio per essere stati presenti, bisogna fare presto. In questa sede disegneremo lo sviluppo che pensiamo possa essere più confacente ad un territorio protetto qual è quello del Parco del Pollino». «Lo faremo – aggiunge il presidente della Comunità del Parco, Sandro Berardone – contemporaneamente alla pianificazione: l’Ente si sta dotando del Piano per il Parco ed anche questo è un fatto straordinario. Come Enti Locali abbiamo fatto un passo indietro, rinunciando ai campanili per concorrere tutti insieme alla realizzazione di un progetto comune». L’azione concertativa delle istituzioni è stata ribadita anche dal presidente della Provincia di Potenza, Mario Oliverio che ha precisato che «non avrebbe senso questo percorso se dovesse rimanere in un ambito localistico». L'Intesa, ha poi ribadito Oliverio, «consente di coordinare risorse anche aggiuntive» guardando all’ambiente e al settore delle energie. E indicando il Parco come «fattore di sviluppo sostenibile» si è augurato possa essere «foriero di virtuosità». L’assessore provinciale di Potenza, Giuseppe Telesca ha detto che «questi sono gli strumenti per incidere» e che bisogna «intervenire subito» e «finirla con l'assistenzialismo».

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