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Condannato all'ergastolo il boss evaso

Basilicata

Si tratta di Silvio Farapo, capo della cosca di Cirò. L'uomo latitante fino al 4 novembre quando fu catturato in Sila è accusato dell'omicidio di Mario Mirabile avvenuto nel 1990

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Pende una condanna all’ergastolo su Silvio Farapo, il boss di Cirò evaso dagli arresti domiciliari. La notizia che l’uomo, latitante fino al 4 novembre scorso quando era stato catturato in Sila, fosse stato sottoposto ai domiciliari, aveva destato scalpore anche a Cirò, suo paese natale, dove il rischio che il presunto boss si rendesse di nuovo uccel di bosco era stato paventato sin dal giorno successivo. La condanna all’ergastolo gli era stata inflitta nel marzo di quest’anno dalla corte d’appello di Catanzaro per l’omicidio di Mario Mirabile, ucciso a Corigliano Calabro nel 1990 nell’ambito di una guerra di mafia. Per lo stesso delitto, inoltre, è stato condannato all’ergastolo anche il fratello Giuseppe Farao mentre a Cataldo Marincola sono stati inflitti 30 anni di reclusione. Quella del marzo scorso, peraltro, è la terza pronuncia della corte d’appello nei confronti dei tre uomini ritenuti i capi del potente locale di 'ndrangheta di Cirò. Per il delitto Mirabile, infatti, Giuseppe e Silvio Farao e Cataldo Marincola sono stati condannati per due volte all’ergastolo in primo grado e per due volte sono stati assolti in appello nell’ambito di una tortuosa vicenda giudiziaria che ha preso le mosse dalla maxi operazione Galassia del 1995 contro i presunti affiliati alle cosche del cirotano e della sibaritide. Senonchè la Cassazione, a giugno del 2006, ha annullato l’assoluzione che per la seconda volta era stata pronunciata nei confronti dei tre cirotani rinviando il processo davanti ad una diversa sezione della corte d’assise d’appello di Catanzaro che, appunto a marzo di quest’anno, li ha condannati. Avverso quella sentenza pende ora il ricorso dei difensori davanti alla Corte di Cassazione. Un giudizio che Silvio Farao, evidentemente, ha deciso di non attendere. L'uomo, nelle more del processo, era stato sottoposto alla sorveglianza speciale, ma in seguito alle ripetute violazioni della misura era stato sottoposto agli arresti domiciliari. Quindi, nel settembre dello scorso anno, aveva decciso di darsi alla macchia, finchè il 4 novembre scorso è stato scovato e arrestato insieme a Marincola. E tuttavia gli sono stati concessi di nuovo i domiciliari a Cirò, dove è rimasto solo sei giorni prima di rendersi di nuovo latitante.

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