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Rifiuti, rientra l'allarme dell'Arpacal

Basilicata

Il monitoraggio preliminare compiuto nella zona della scuola S.Francesco di Crotone, luogo sequestrato nell'ambito dell'inchieste sulle scorie, ha evidenziato che non c'è allarme

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Il monitoraggio preliminare compiuto nella zona della scuola S.Francesco di Crotone, uno dei luoghi sequestrati dalla Procura per la presenza nel sottosuolo di scorie tossiche, ha evidenziato che «non ci sono motivi di allarme». Lo ha affermato il direttore del dipartimento provinciale Arpacal (l'Agenzia regionale per l’ambiente) di Crotone, Teresa Oranges, incontrando i genitori dei ragazzi. «Ad oggi – ha affermato Teresa Oranges – rispetto alle matrici ambientali analizzate nel corso di questo monitoraggio preliminare, non ci sono motivi di allarme. I bambini della scuola S. Francesco di Crotone non hanno respirato aria malsana, nè tantomeno bevuto acqua inquinata. E nella zona non risultano valori di radiazioni del territorio». Teresa Oranges ha spiegato i risultati del monitoraggio preliminare, realizzato in queste settimane, delle matrici ambientali potenzialmente inquinate da conglomerato idraulico catalizzato (Cic). I dati, che saranno costantemente aggiornati non appena ottenuti nuovi risultati analitici, sono già consultabili sul sito web dell’Arpacal, all’indirizzo www.arpacal.it. I dati sono già stati trasmessi all’assessore regionale all’Ambiente, al Comune ed alla Provincia di Crotone. La task force, istituita dal direttore generale dell’Arpacal, Vincenzo Mollace, nell’immediatezza dei fatti emersi dall’indagine della Procura, ha subito svolto gli accertamenti sui luoghi interessati dando così i primi risultati analitici.
«Riteniamo di dare così il nostro contributo, come ente tecnico-scientifico della Regione – ha sostenuto Mollace – all’individuazione dei fattori di pressione ambientale che insistono su quel territorio, informando la popolazione e le istituzioni su tutti i risultati acquisiti, non appena refertati ufficialmente».

(Fonte: Ansa)

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