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La combriccola di Vasco in tribunale

Basilicata

Il promoter Roberto Iacobino ha citato in giudizio la Milano Concerti: «Non hanno restituito 4 assegni e mi devono 110 mila euro»

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La “combriccola” in tribunale. Tutto ruota attorno a quattro assegni da 50mila euro. Assegni che il promoter cosentino Roberto Iacobino ha consegnato ai
rappresentanti della Milano Concerti, in occasione del concerto di Vasco Rossi a Cosenza. Assegni che, secondo la società di spettacoli esclusivista del Blasco, erano a garanzia di un contributo da parte di Regione o Comune, e che, secondo il titolare della Iacobino Team erano, come sempre accade per i grandi eventi, a garanzia del versamento dell'incasso. E proprio per questa controversia il promoter, è stato sentito ieri al Tribunale di Cosenza, dal giudice Carmen Misasi. E' stato lo stesso Iacobino a citare in giudizio la Milano Concerti, ora Live Nation Srl, per non aver restituito gli assegni e, anzi, per averne messo uno all'incasso. Il titolo di credito, da 50 mila euro, lo scorso 16 maggio è
stato mandato all'incasso ma è tornato indietro con la dicitura “difetto di girata”.
Secondo il promoter, rappresentato dall'avvocato Pino Labonia, la Milano Concerti
ha incassato tutto quanto era nelle sue spettanze, ovvero l'incasso della vendita
dei biglietti in prevendita. E sarebbe la stessa società a non aver ancora saldato le spettanze per l'organizzazione della “data zero” del tour di Vasco Rossi tenuta al San Vito di Cosenza il 7 settembre 2007. «Mi hanno pagato una
fattura di più di 200mila euro - spiega Roberto Iacobino - ma non ho ricevuto ancora gli altri 110mila euro che mi devono». Proprio su quest'ultima cifra, e sul mancato rendiconto del concerto, la Iacobino Team ha promosso una seconda causa contro De Luca il rappresentante della ex Milano Concerti. Ma c'è anche un terzo procedimento aperto tra Iacobino e la multinazionale. Per il concerto di Vasco Rossi a Teramo. Il promoter cosentino ha denunciato la Live Nation per essere stato estromesso dall'evento a organizzazione avvenuta (in aula il 22 dicembre). «A dimostrazione - dice Roberto Iacobino - che anche i piccoli promoter possono opporsi ai soprusi delle multinazionali». Sui quattro assegni a sua firma, e non della Iacobino Team, il promoter calabrese spiega che si tratta «di una procedura che si segue nell'organizzazione di tutti gli eventi di una certa portata». «Una volta ricevuti i versamenti dalla Iacobino Team -aggiunge - con l'incasso della vendita dei biglietti del concerto, gli assegni a garanzia dovevano essermi restituiti». Per quanto riguarda il contributo che il promoter avrebbe promesso alla Milano Concerti, non c'è traccia di accordi scritti. «E poi - chiarisce ancora Roberto Iacobino - il contributo da parte del Comune di Cosenza lo hanno ottenuto con l'utilizzo gratuito dello stadio San Vito. Che si tratta di un loro abuso lo si capisce anche dal fatto che una società internazionale come la loro non potrebbe mettere in bilancio quattro assegni a firma di un privato cittadino e non di una società. Non a caso gli assegni non sono stati posti all'incasso con la dicitura Live Nation». A conferma dell'emissione di assegni a garanzia dell'evento e del pagamento dell'incasso del concerto, in aula è stata mostrata una email.
La Milano Concerti, rappresentata ieri al Tribunale di Cosenza, dall'avvocato
Giuseppe Giudiceandrea si è riservata l'acquisizione di ulteriore documentazione.
L'udienza è stata aggiornata al 3 dicembre. Se ne parlerà fra meno di un mese, intanto, la combriccola del Blasco fa parlare di sè.

Antonio Morcavallo

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