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Processo "Ricatto", a Vibo la ricostruzione

Basilicata

L'udienza è stata integralmente dedicata alla testimonianza del luogotenente Nazzareno Lopreiato che ha condotto le indagini sulle tangenti intorno all'appalto del nuovo ospedale

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Udienza tutta dedicata alla testimonianza del luotenente Nazzareno Lopreiato, comandante della stazione dei carabinieri di Vibo Valentia, che ha iniziato e condotto le indagini relative al processo «Ricatto», con riferimento al sistema di tangenti che ruotava intorno all’appalto per la costruzione del nuovo ospedale. Oltre cinque ore che non sono nemmeno bastate al punto che l’udienza è stata rinviata al 20 novembre prossimo, udienza in cui sarà di nuovo sulla scena il sottufficiale dell’Arma che ha dato vita ad un dossier di circa 4.000 pagine, zeppo di intercettazioni telefoniche, 350.000 circa, in cui si parla soltanto di appalti e tangenti da spartire. «Di tutto si parlava all’Asp di Vibo - c'è scitto fra l’altro nel dossier - all’infuori della salute dei cittadini». Eloquente la parte riguardante la destinazione del subappalto relativo alla costruzione del nuovo ospedale. Il tutto è avvenuto, secondo la deposizione del sottufficiale, nel corso di una cena che si è tenuta a Briatico, nella villa di proprietà di un costruttore. Nella vicenda giudiziaria sono coinvolti manager della sanità, uomini della politica, delle istituzioni, della massoneria, faccendieri, accusati a vario titolo di concussione, corruzione, turbativa d’asta.

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