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Sanità, al Pugliese-Ciacco qualità da centro-nord

Basilicata

Lo ha affermato Stefano Molica durante il primo corso di formazione in oncologia medica. L'illustre specialista ha garantito sulla preparazione del personale medico e infermieristico

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«L'attività assistenziale e la produzione scientifica dei reparti clinici afferenti al dipartimento onco-ematologico dell’A.O. Pugliese-Ciaccio hanno raggiunto livelli confrontabili con quelli di altre strutture del centro e nord Italia». Lo afferma Stefano Molica sul primo corso di formazione in oncologia medica. «Analogamente – dice Molica – il livello medio di preparazione del personale medico e infermieristico è eccellente, pertanto è giustificata la voglia di mettere a disposizione dell’intera comunità oncologica regionale il bagaglio di esperienza specifiche maturate nel tempo. Abbiamo anche chiesto ad esperti presenti nella nostra regione o provenienti da strutture extra-regionali di portare a questo corso il contributo delle loro conoscenze. Negli ultimi anni si è assistito a un’esplosione delle conoscenze nel campo della biologia tumorale. Per la prima volta i clinici hanno avuto a disposizione una serie di farmaci innovativi, in particolare nel corso dell’ultimo anno ai maggiori congressi internazionali sono stati presentati studi sull'impiego delle terapie mirate in numerose neoplasie. I risultati di questi studi influenzano positivamente la quantità e la qualità di vita dei pazienti, ma, spesso mancano linee guida continuamente aggiornate. Vi è inoltre l’aspetto delle possibili tossicità dei nuovi farmaci e quindi la necessità di acquisire conoscenze sempre più dettagliate e aggiornate su incidenza, intensità e gestione di tali effetti secondari». «Nel corso del Iø modulo (tenutosi lo scorso 4 ottobre) il Professore Angelo Vacca della Cattedra di Medicina Interna dell’Università di Bari – aggiunge Molica – ha presentato i risultati personali di esperimenti dimostrano in modo chiaro come angiogenesi e vasculogenesi siano due fenomeni complementari nel processo di progressione neoplastica. Il modello più frequentemente utilizzato dal ricercatore è quello del mieloma multiplo ed è in questo ambito che i farmaci ad attività anti- angiogenica hanno avuto una più ampia utilizzazione. Con un pizzico di orgoglio mi piace rimarcare il fatto che questi dati, inclusi nella relazione scientifica che il Professor Vacca terrà al Mayo Clinic Angiogenesis Symposium di Rochester (USA), sono stati preliminarmente presentati a Catanzaro».

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