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Crotone, 240 milioni di euro per l'industria

Basilicata

Ad annunciarlo è l’assessore alle Attività Produttive, Francesco Sulla. I soldi servono al finanziamento del programma di riqualificazione a fini produttivi del sito industriale

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Per la città arrivano 240 milioni di euro. Ad annunciarlo è l’assessore alle Attività Produttive, Francesco Sulla. I soldi servono al finanziamento del programma di riqualificazione a fini produttivi del sito industriale di Crotone. Nell'ultima seduta del Comitato tecnico di coordinamento, istituito dal Ministero
dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell'Ambiente, il sito di Crotone è stato selezionato come “prioritario” fra i 53 siti ritenuti eleggibili in Italia e, in base ai dati dell'istruttoria conclusa il 14 novembre, le risorse che potranno essere messe in gioco per Crotone ammontano a circa 240 milioni di euro, ai quali si aggiungerà un altrettanto consistente contributo attraverso gli strumenti già predisposti dalla Regione Calabria nell'ambito del POR. «Questa - sostiene Francesco Sulla - è la più importante opportunità di sviluppo che si presenta per Crotone, alla quale ho prestato una rilevante attenzione perché convinto che il buon esito di tale operazione potrà segnare il futuro del nostro territorio per i prossimi decenni». La questione era stata presa in mano dall'assessore Sulla nello scorso mese di marzo, con la formulazione della proposta (adottata con delibera della Giunta Regionale del 10/03/2008) di richiedere un ingente finanziamento per il sito industriale di Crotone nell'ambito del Programma Straordinario Nazionale per il recupero economico-produttivo dei siti industriali inquinati. Dopo l'approvazione del Programma da parte del CIPE (con delibera del 02/04/2008), presso l'assessorato regionale alle Attività Produttive sono stati costituiti due tavoli: uno istituzionale, coordinato dallo stesso assessore Sulla, ed uno tecnico, coordinato dal direttore generale Antonio Martini. Il lavoro parallelo tecnico-istituzionale si è svolto a
ritmo serrato, favorendo il coinvolgimento delle amministrazioni locali (Comune
e Provincia di Crotone), di altri enti (quali il Nucleo industriale e l'Autorità
portuale), l'associazione rappresentativa degli imprenditori Confindustria e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Questo ha consentito alla Regione Calabria di presentare il progetto entro il 30 settembre, nei termini stabiliti dal Ministero. La valutazione è stata affidata ad un Comitato tecnico di coordinamento, del quale fanno parte anche tre rappresentanti delle Regioni (uno dei quali è della Regione Calabria), che ha giudicato eleggibili 53 siti sui
115 presentati dalle diverse regioni. Tra i 53 siti si è proceduto ad un'ulteriore selezione di un primo gruppo di siti prioritari per l'avvio immediato delle procedure di attivazione delle risorse finanziarie: il progetto di
Crotone, ritenuto Sito di Interesse Nazionale (SIN), è stato inserito tra questi ultimi siti prioritari, quindi sarà tra i primi ad essere finanziato. Questo ingente contributo di natura pubblica non è da confondere con gli interventi
di bonifica delle aree inquinate, che saranno effettuati a spese dei privati proprietari delle aree medesime, ma è da intendersi come intervento aggiuntivo
per il riutilizzo delle aree soggette alla bonifica. Ciò consentirà di accelerare
i processi per la riconversione del sito a fini produttivi, quindi in campo industriale, commerciale, artigianale e mirato al recupero del patrimonio archeologico dell'Antica Kroton. È da segnalare, al riguardo, la considerevole attenzione che la Giunta Regionale sta riservando alle proposte dell'assessore Francesco Sulla su Crotone, assegnandole un ruolo di priorità (come accaduto
anche nell'istituzione della Zona Franca Urbana) e consentendo così di mettere in
campo una rete di strumenti di rilancio economico e produttivo del territorio.
Ora bisogna capire i tempi degli interventi e soprattutto vigilare sui fondi e su
come vengono spesi.

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