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No allo smantellamento dell'ospedale di Oppido

Basilicata

Il consigliere regionale di Forza Italia, Alessandro Nicolò, sottolinea la sua contrarietà a chiudere la struttura sanitaria e annuncia battaglia qualora si decidesse diversamente

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«E' auspicabile che dopo gli impegni by-partisan espressi in sede di Conferenza dei capigruppo, sulla vicenda dello smantellamento degli ospedali si inverta rotta». È quanto afferma in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Alessandro Nicolò (nella foto). «Poco prima della seduta consiliare di venerdì – sostiene Nicolò – una nutrita delegazione di cittadini di Oppido Mamertina è stata ascoltata dalla Conferenza dei capigruppo, presieduta dal presidente del Consiglio, Giuseppe Bova. Da componenti di maggioranza e di opposizione, si è levato un coro unanime di vedute per congelare le procedure assunte dalla Commissione speciale che guida l’azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Com'è noto, l’Asp aveva emesso una ordinanza di sgombero degli ammalati ricoverati a Oppido, per avviarli in quello di Polistena. L’iter non solo ha fortemente irritato il coordinamento di Forza Italia presieduto abilmente da Vincenzo Barca, ma anche tanti cittadini che dai comuni limitrofi sono giunti a Reggio Calabria per protestare giustamente». Per Nicolò «tenuto conto che l’approssimarsi delle conclusioni dell’advisor Kpmg sullo stato dei conti della sanità calabrese favorirebbe un percorso di chiarezza e di riprogrammazione delle strutture, dalla Conferenza dei capigruppo è emersa la chiara indicazione alla Giunta regionale di comunicare formalmente all’Asp di Reggio Calabria di interrompere le procedure di trasferimento di degenti da Oppido a Polistena. Finora, però, nulla è stato fatto. Nessuna formale decisione è stata presa dalla Giunta regionale, il che lascia presagire nulla di buono».
«Mi auguro che non sia così – conclude Nicolò – altrimenti vorrebbe dire che la Conferenza dei capigruppo, pur rappresentando la sintesi ai massimi livelli di responsabilità politica del Consiglio regionale, si troverebbe nella scomoda ipotesi di dovere reagire nei confronti dell’esecutivo in maniera ferma e coerente per mettere lo stop ad una partita che si preannuncia difficile e complessa da risolvere».

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