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La scomparsa dei fannulloni lucani

Basilicata

Il ministero rende pubblici i dati sull’assenteismo nella pubblica amministrazione. Record alla giunta regionale e al Comune di Bernalda

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In Basilicata i fannulloni sono quasi scomparsi: seguendo le indicazioni del ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione Renato Brunetta gli uffici della Basilicata sembrano aver compiuto passi da record. E nel pubblico impiego si registra il record delle presenze sul posto di lavoro. Sono sempre
meno i dipendenti che prendono giorni per malattia.
A parlare sono i dati dell’ottobre appena trascorso diffusi dal ministero. Ecco
alcuni esempi:
giunta regionale -71,6 per cento, Comune di Bernalda - 61,8, amministrazione provinciale di Matera -61 per cento, Comune di Policoro - 60,6, Comune di Rionero in Vulture - 56,5, Asl di Lagonegro - 55,2, Asl di Montalbano - 51,9, Comune di Lauria - 49,4, amministrazione provinciale di Potenza
-48,3, Crob di Rionero -46,6 per cento.
Se poi si prende la media per capoluogo di provincia, si scopre che l’impiegato lucano non si ammala quasi più. Comune di Potenza,meno 64 per cento di assenze rispetto all’ottobre del 2007. Più pigri, almeno stando ai dati, al Comune di Matera, con un -25,5 per cento. Le ragioni del drastico abbassamento del numero di quelli che Brunetta ha ribattezzato «i fannulloni d’Italia», secondo lo studio del ministero, sarebbe da imputare ad almeno tre ragioni.
Prima ragione, la stretta sul lassismo del “controllore”, ovvero lo Stato. «Il tema dei comportamenti opportunistici – si legge nel report statistico – e dell’uso illecito delle assenze per malattia da parte dei dipendenti pubblici è da tempo all’attenzione dell’opinione pubblica a causa dei disagi e delle inefficienze che determinano sui servizi offerti ai cittadini».
Secondo motivo: la politica di incentivi e disincentivi economici. «Nei primi dieci giorni di assenza per malattia – fa notare il ministero – al personale interessato è corrisposto il solo trattamento economico fondamentale, derivante dalla contrattazione collettiva, con esclusione di ogni altra indennità o trattamento economico accessorio, anche se di carattere fisso e continuativo
». Terza ragione, l’incremento dei controlli medici al personale in malattia.
Uscendo dalla Basilicata si può osservare come sta andando il pubblico impiego
nel resto del Paese. Stando sempre ai dati ufficiali diffusi dal ministro Renato Brunetta, le cose andrebbero abbastanza bene. In media le assenze si sono ridotte del 43,7 per cento rispetto all’ottobre scorso. I dati del 2008 –
questa l’annotazione – indicano come anche le assenze superiori ai dieci giorni tendano a ridursi rispetto ad un anno fa, calando del 26,5 per cento. Nella stessa direzione vanno anche i dati sulle assenze per altri motivi i quali
scendono, rispetto ad un anno fa, dell’11,1 per cento. La diminuzione delle assenze per malattia – questa l’analisi del ministero – non ha dunque indotto un aumento delle assenze per altri motivi. Anzi, al calo delle prime ha corrisposto una tendenza simile, anche se meno intensa, delle seconde.
Eccola, comparto per comparto, questa ritirata dei “fannulloni”, a partire dai
ministeri, vertice della politica che ci governa. Nei dicasteri (comprese Presidenza del consiglio ed agenzie fiscali), il calo è stato del 37,1 per cento, con gli assenti che sono passati dai quasi 400 mila dell’ottobre 2007 ai poco meno dei 250 mila di quest’anno. Negli enti di Previdenza, la riduzione è di ben il 56,2 per cento con le assenzeche passano dalle oltre 60 mila dell’anno scorso alle circa 27 mila di quest’anno (il riferimento è sempre il mese di
ottobre).
Un dato interessante, poi, è quello della statistica per aree geografiche perché sfata la vulgata del sud sfaticato. Nella percentuale della riduzione delle assenze, infatti, il nostro meridione (isole comprese) è secondo, con una discesa del 44 per cento, preceduto dal Nord est con il 45 per cento in meno e seguito dal centro con un calo del 42,3 per cento e dalnordovest, fanalino di coda con un ribasso del 42,1 per cento. Anche per questo l’exploit ligure acquista valore visto che rappresenta, seppur nel dato positivo, un margine di miglioramento molto superiore alla media del Nord Ovest.

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