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Si è spento a Roma Italo Garrafa

Basilicata

E' morto a Roma Italo Garrafa, già segretario del Pci, della Cgil e della Cia di Cosenza. Era affetto da una malattia cardiaca

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Si è spento a Roma, dove era ricoverato per curarsi da una malattia cardiaca che lo affliggeva ormai da diversi anni, Italo Garrafa, Presidente Provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori.
Italo Garrafa era stato impegnato sin da giovanissimo nel PCI e nella CGIL, organizzazioni nelle quali aveva ricoperto cariche dirigenziali di primo piano. Era stato infatti Segretario della Federazione del PCI di Cosenza, Segretario della Federbraccianti e Segretario della Camera del Lavoro di Cosenza.
Dalla seconda metà degli anni '80 era Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, ruolo che ha svolto con grande tenacia ed abnegazione praticamente fino alle ultime ore della sua vita.
«La sua scomparsa – dice il Pd – lascia un vuoto immenso non solo tra i suoi familiari ma anche fra tutti coloro che lo hanno conosciuto ed hanno avuto modo di apprezzarne la straordinarie doti di onestà, competenza e disponibilità umana e politica. Il PD partecipa commosso al dolore dei suoi familiari e lo ricorda a quanti hanno avuto modo di conoscerlo e stimarlo».

«Sono profondamente addolorato per la morte di Italo Garrafa - ha commentato il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio - un uomo eccezionale cui mi univa un profondo ed antico legame, dalle grandi qualità sempre impiegate per la crescita della sua terra e dei ceti deboli». Oliverio ha espresso vicinanza e cordoglio alla famiglia di Garrafa, già dirigente del Pci, della Cgil e attualmente presidente della Confederazione italiana agricoltori di Cosenza. «Militante disinteressato – prosegue Oliverio – e coerente con i suoi ideali, dirigente che ha saputo costruire un protagonismo del mondo agricolo, sempre aperto alle innovazioni, acuto osservatore della realtà sociale, dotato di grande rigore morale ha speso la sua vita per la crescita democratica e della legalità. Esempio di impegno lascia un ricordo che è e sarà testimonianza forte».

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