Salta al contenuto principale

Csm, ripartono le audizioni

Basilicata

I riflettori sono puntati anche sulle "sconcertanti" modalità delle perquisizioni nella Procura calabrese. Sfilano i pm di Catanzaro e Salerno con l'incubo dei trasferimenti

Tempo di lettura: 
1 minuto 40 secondi

Il Csm torna oggi ad occuparsi dello scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro. Davanti alla Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, a Roma,
sfileranno i pm degli uffici in guerra e che si sono reciprocamente indagati.
Ed è possibile che al termine delle audizioni la Commissione annunci l’avvio di nuove procedure di trasferimento d’ufficio, che si aggiungerebbero alle due già pendenti sul procuratore di Salerno Luigi Apicella e sul procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli. «All’esito di questa seconda tornata di audizioni comunicheremo le nostre decisioni», assicura il relatore Dino Petralia (Movimento per la Giustizia). Davanti ai consiglieri sfileranno i pm di Salerno Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, titolari del procedimento a carico dei colleghi
di Catanzaro per aver fermato le indagini dell’ex pm di Catanzaro Luigi De
Magistris, e autori del clamoroso sequestro del fascicolo Why not. Ma anche altri quattro sostituti di Salerno, che con loro il 2 dicembre scorso parteciparono
alle perquisizioni nel palazzo di giustizia e nelle abitazioni dei colleghi di
Catanzaro: Patrizia Gambardella, Roberto Penna, Vincenzo Senatore e Antonio
Centore. A quest’ultimo i consiglieri chiederanno conto delle modalità «sconcertanti» di perquisizione che sarebbero state seguite in casa del pm di Catanzaro Salvatore Curcio, secondo quanto ha denunciato davanti al Csm il
Pg Jannelli: non solo i controlli si sarebbero spinti sino agli zainetti dei figli, ma il magistrato, ancora in pigiama, sarebbe stato costretto a denudarsi. Una circostanza esclusa in dichiarazioni alla stampa da Centore e domenica
dall’avvocato Francesco Saverio D’Ambrosio, che assiste i sei pm e il procuratore
Apicella, che proprio per il sequestro del fascicolo Why not sono stati a loro volta messi sotto inchiesta dalla procura di Catanzaro con le accuse di abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio. Ma che invece sarà quasi certamente ribadita dallo stesso Curcio che con i colleghi di Catanzaro Alfredo
Garbati e Domenico De Lorenzo, titolari con lui dell’inchiesta Why not e
firmatari del controsequestro del fascicolo, saranno ascoltati per primi in mattinata.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?