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Asp Vibo farà parte di un progetto nazionale

Basilicata

Il Ministero della Salute ha accolto la candidatura, presentata dall’Azienda Sanitaria Provinciale, di far parte del progetto per «il miglioramento delle prestazioni sanitarie»

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Il Ministero della Salute ha accolto la candidatura, unica in Calabria, presentata dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, di far parte di un progetto nazionale il cui delicato e significativo obiettivo è «Il miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie». «E' una esigenza di non trascurabile importanza – ha detto il commissario Straordinario dell’Asp, Rubens Curia – che va in direzione del più complessivo crono programma predisposto per contribuire a superare l’emergenza e affrontare concretamente il cumulo dei disagi e delle difficoltà che fino ad oggi hanno ostacolato, sia pure in parte, la realizzazione di un vero e proprio progetto salute per la sanità pubblica vibonese». Curia ha motivato la richiesta avanzata al Ministero lasciando anche intendere che una buona offerta di promozione e sviluppo dei servizi, abbinati ad una intelligente strategia operativa, proprio in diretta risposta ai bisogni dell’ammalato, si misura spesso, in via preliminare, con l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie. «Abbiamo pensato – ha aggiunto – che la partecipazione a questo progetto possa aiutare l’Azienda a guardarsi sempre meglio attorno, permettendo al cittadino di mantenere la sua posizione di protagonista della vita sanitaria». Il progetto, coordinato dall’Azienda Ospedaliera Policlinico Universitario di «Tor Vergata» (Roma), prevede una serie di studi e approfondimenti, ad esempio, sulla promozione del buon uso dei farmaci. L’iniziativa ministeriale punta essenzialmente sulla definizione dei criteri di priorità riguardanti le prestazioni chirurgiche in lista per il ricovero ordinario; la individuazione delle prestazioni odontoiatriche nei soggetti vulnerabili; il trasferimento di un maggior numero di interventi chirurgici e procedure interventistiche invasive e seminvasive, dal regime di ricovero ordinario a quello diurno e ambulatoriale (promozione della Day Surgery e della Chirurgia ambulatoriale). Grande attenzione verrà rivolta anche alla promozione del buon uso del sangue attraverso il funzionamento del Comitato per il Buon Uso del Sangue (Cbus).

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