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Successo per Beppe Grillo a Crotone

Basilicata

Malgrado le avverse condizioni atmosferiche duemila persone sono arrivate da tutta la regione al Palasport cittadino per l’unica tappa calabrese del “Delirio Tour»

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Malgrado le avverse condizioni atmosferiche duemila persone sono arrivate da tutta la regione al Palasport di Crotone per l’unica tappa calabrese del “Delirio Tour» di Beppe Grillo, chiusura ufficiale della ventiduesima stagione di spettacoli di Ruggero Pegna. Super pieno di risate per il numeroso pubblico che ha gremito il palasport con un Grillo in grandissima forma, dimagrito e rigenerato, ma soprattutto tornato a fare il comico. Oltre a tre schermi giganti ed una bara, sul palco anche una lavatrice, una macchina per la distribuzione del latte, un barile di petrolio e tre sacchi di cereali. Duro l’attacco sferrato all’imprenditore crotonese Raffaele Vrenna ed all’ex procuratore Franco Tricoli, ma ovviamente non sono mancati quelli a Brunetta, il «nano dei nani capace di passare sotto i tornelli» ed al caso De Magistris. Chiusura ad effetto con Grillo che si corica dentro una bara ed invita il pubblico ad indirizzare il suo «Vaffa» ad una serie di volti noti, da Fini a D’Alema, le cui gigantografie scorrono sui tre grandi schermi. Un vero fiume in piena che, in oltre due ore di spettacolo, ha toccato tutti i temi più scottanti dell’attualità nazionale e regionale. Diversi gli interventi dei ragazzi dei suoi meet up che hanno anche predisposto un filmato sull'inquinamento ambientale a Crotone. All’ingresso del palasport prima dell’inizio dello spettacolo vivace scambio di opinioni tra il promoter Ruggero Pegna ed una delegazione dell’Italia dei Valori guidata dal consigliere regionale Maurizio Feraudo che avrebbe voluto sistemare nel palasport un banchetto per la raccolta di firme contro il lodo Alfano. Pegna non ha autorizzato il banchetto: «Da quasi venticinque anni dedico ogni mio evento ed ogni mio progetto a scopi socio-umanitari e ad associazioni che lavorano per la ricerca ed il sostegno a malati o per i diritti umani, quasi sempre nell’indifferenza della politica e tra le grandi difficoltà dell’operare in Calabria».

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