Salta al contenuto principale

Maltempo, parte la corsa ai soccorsi

Basilicata

Nella Sibaritide, dopo l’esondazione del Crati si allaga anche il museo. Situazione critica nella zona di Cassano, tra Lattughelle e Sibari

Tempo di lettura: 
3 minuti 18 secondi

Le circa duecento famiglie, evacuate da contrada "Lattughelle", continueranno a essere ospitate dai propri parenti, anche se lentamente la situazione sta tornando alla normalità. Ingenti i danni. Per fortuna solo all'agricoltura e alle cose. Presto si andrà alla loro quantificazione che certamente non sarà nè semplice e né di poco conto. Tra l’altro l’acqua ha invaso i locali del Museo di Sibari ed è partita la corsa per evitare che i reperti vengano rovinati. L'amministrazione comunale, per bocca del sindaco Gianluca Gallo, e il consigliere provinciale Luigi Garofalo immediatamente chiederanno alla Provincia,
alla Regione e al Governo lo stato d'emergenza, attesa la gravissima situazione che si è venuta a determinare per l'intero territorio e per moltissime famiglie.
«Nella disgrazia, siamo stati fortunati», affermava, ieri mattina, un'anziana signora nel pulire dalla coltre di fango gli ambienti del primo piano della sua abitazione. «Come è andata è andata bene», gli faceva eco suo marito. E' vero. E' stata una vera e propria fortuna che lo straripamento del fiume Crati, a causa della rottura dell'argine nel suo tratto finale, e il conseguente allagamento di gran parte di contrada "Lattughelle" abbia prodotto ingenti danni solo all'agricoltura, alle cose e la morte di qualche animale domestico, risparmiando le persone. Il giorno dopo lo straripamento del Crati, anche grazie alla clemenza meterologica, si lavora per ripristinare, nel più breve tempo possibile, la normalità, anche se non mancano tra i cittadini di contrada “Lattughelle” chi si appresta a individuare possibiliresponsabilità e chi lamenta una sorta di “latitanza” da parte di chi, in questi casi, è chiamato a dare solidarietà e aiuto. «I miei terreni - afferma Alfredo Campanella, dirigente provinciale di Rifondazione comunista, che preannuncia di adire le vie legali per eventuali rivalse - si sono allagati per responsabilità e incuria di chi non ha provveduto a manutentore doverosamente il territorio».
Campanella è ancora più duro quando parla dello straripamento del fiume Crati: «E'straripato in quanto dove è saltato l'argine c'è stato un totale disboscamento».
La solidarietà non è mancata. E' arrivata puntuale da parte della Protezione civile, presente anche il suo responsabile regionale, dottor Alcaro, che ha provveduto tramite i suoi uomini e i suoi mezzi, a distribuire alla popolazione di Lattughelle acqua potabile e generi di prima necessità. Anche le varie confraternite della “Misericordia” operanti nel circondario dell'Alto Ionio non hanno fatto mancare la loro vicinanza, così come l'aereo club di Sibari ha messo a disposizione l'avio superficie per essere utilizzata come area di supporto ai mezzi della protezione civile. Senza sosta e incessante, come sempre d'altronde, l'opera degli uomini dei Vigili del Fuoco, guidati dal loro comandante provinciale, dottor Dodaro, che da sabato pomeriggio hanno dato il meglio di loro stessi per alleviare le tanti difficoltà di una popolazione in ginocchio. L'amministrazione comunale, immediatamente, si è attivata, con una ditta privata, per ripristinare l'argine del Crati che sabato pomeriggio aveva ceduto. «Si lavorerà intensamente sia oggi che domani per ripristinare l'argine», annuncia il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, che da sabato pomeriggio, ininterrottamente, insieme al comandante della tenenza dei carabinieri di Cassano, tenente Giorgio Feola, ha fatto da spola tra contrada “Lattughelle” e i "Laghi di Sibari" per seguire personalmente l'evolversi delle cose. Anche la situazione del complesso nautico sibarita, così come quella del Museo archeologico della Sibaritide, va, via via, migliorando.
Si torna quasi alla normalità. I “Laghi di Sibari” si sono completamenti svuotati. Solo la zona vicino l'accesso al mare e i terreni circostanti ieri pomeriggio risultavano allagati. Comunque le pompe idrovore ancora ieri pomeriggio erano in funzione. La nota più tranquillizzante è data dal fatto che una porta vinciana è stata parzialmente aperta, permettendo alle acque delle darsene di defluire, lentamente, nel canale degli Stombi, il quale sia sabato pomeriggio e sia nella giornata di ieri non ha avuto problemi, anche perché sia una ditta privata e sia uomini e mezzi del consorzio di bonifica hanno lavorato, alacremente, ad allargare il suo letto e parte della sua foce. Si spera che la situazione meteorologica continui a essere clemente.

Antonio Iannicelli

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?