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Beni sequestrati a Reggio e Latina

Basilicata

Il patrimonio ammonta a venti milioni di euro e apparteneva a Vincenzo Garruzzo. L'uomo era già monitorato dalla polizia per i collegamenti con la cosca di San Luca

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Cinquantuno immobili, sette negozi, tredici terreni agricoli a Fondi in provincia di Latina, due negozi e un fabbricato sul territorio di Rosarno in provincia di Reggio Calabria. È di venti milioni di euro il patrimonio immobiliare e finanziario sequestrato dagli uomini della Questura di Latina a Vincenzo Garruzzo di 72 anni, noto commercialte ortofrutticolo del Mercato Ortofrutticolo di Fondi.
L'uomo, monitorato dalla polizia per i suoi collegamenti con noti pregiudicati della città pontina affiliati alla cosca di San Luca, tra cui Carmelo Givanni Tripodo, figlio del noto boss della 'ndrangheta di Archi Don Mico Tripodo assassinato a Poggio Reale nel 1975. Il patrimonio di immobili sequestrati si trova soprattutto a Fondi. Il sequestro è stato operato in esecuzione di un decreto penale emesso dal Tribunale di Latina sulla base di articolate ed approfondite investigazioni della Divisione Anticrimine della Questura di Latina che hanno portato ad evidenziare le attività illecite di Garruzzo e l'arricchimento sproporzionato, rispetto ai redditi dichiarati del nucleo familiare, nonchè ad avanzare l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale della Sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno. Una operazione importante a pochi giorni da un altro sequestro eccellente: quello nei confronti dell’immobiliarista Massimo Anastasio Di Fazio, coinvolto, come Garruzzo e i Tripodo, nell’operazione Damasco che ha portato tra le altre cose alla richiesta, da parte del Prefetto di Latina Bruno Frattasi, dello scioglimento del Consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. Richiesta tuttora al vaglio del Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

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