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Aviaria, Curia mangia il pollo

Basilicata

Il commissario straordinario dell’Asp Vibo, ha convocato una conferenza stampa per degustare pollo cotto al forno con l'intento di dimostrare che il focolaio non è pericoloso

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Il focolaio di infezione da virus dell’influenza aviaria riscontrato in un allevamento di pollame nel territorio di Vibo Valentia non è pericoloso per l’uomo. E per dimostrarlo il commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale, Rubens Curia, ha convocato una conferenza stampa in un ristorante di Mileto per degustare pollo cotto al forno e frittate. «Abbiamo voluto dare un segno tangibile alla cittadinanza ha affermato Curia - che non esiste alcun pericolo per l’uomo e per farlo abbiamo voluto dare l’esempio». «Il virus dell’aviaria riscontrato nell’allevamento della frazione Paravati - ha aggiunto - è una variante, la H7, che non si trasmette all’uomo e che, tra l’altro, è termolabile quindi anche nel caso remoto in cui dovesse essere presente nel cibo con la semplicissima cottura verrebbe reso inoffensivo». L’allarme aviaria era scattato il 19 dicembre scorso, quando da Padova, dal centro delle Tre Venezie, era arrivata la conferma all’istituto zooprofilattico di Catanzaro, e quindi all’Azienda sanitaria, che i campioni di analisi relativi all’esame di uno dei numerosi allevamenti presenti sul territorio erano positivi al virus dell’aviaria, variante H7. Subito è scattato il protocollo di profilassi, che ha portato al sequestro di circa 13 mila galline e di oltre 50 mila uova. «Ciò che è importante sottolineare - ha sostenuto Curia - è che ad oggi non esiste nessun pericolo di nessun genere per l'uomo il pollo e le uova possono essere tranquillamente consumate».

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