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Karate, «educare alla socializzazione»

Basilicata

«I bambini imparano a crescere solo giocando e senza obiettivi agonistici». Il maestro di specialità, Gianpiero Costabile, spiega le finalità di uno sport in ascesa

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«La federazione e di conseguenza la nostra associazione, nell’operare con bambini e pre-adolescenti dai 5 ai 12 anni, tiene presente le direttive fondamentali del Coni. Privilegia cioè il momento educativo e formativo, e subordina l’apprendimento degli aspetti tecnici della disciplina sportiva a questo obiettivo
primario». E’ questa, secondo il maestro specializzato Gianpiero Costabile, 6°dan Fijlkam-Coni, la mission dell’Asd Accademia Karate Cosenza, che opera in città da oltre dieci anni. «D’altra parte - spiega Costabile - a questa età l’organismo del bambino subisce grandi mutamenti. Occorre quindi, mirare a una crescita armonica favorendo lo sviluppo di tutta una serie di capacità, di coordinazione e cognitive, sollecitando il corpo prevalentemente in termini ludici e con esercizi perfettamente tollerabili. E’ per questo che la lezione per bambini - prosegue Costabile - si svolge in un clima in cui tutte le opportunità di apprendimento sono inserite in un contesto di gioco e di divertimento. Il bambino che pratica il karate percepisce gli aspetti esteriori, gioca sostanzialmente, non si pone particolari obiettivi, così noi utilizziamo il karate come mezzo per fargli acquisire una perfetta padronanza del corpo, sviluppando la propriocezione, le capacità coordinative, ma soprattutto è importante favorire il rapporto con gli altri e lo sviluppo delle capacità di socializzazione. Ai bambini viene insegnata la corretta postura del tronco - prosegue il responsabile dell’Accademia - che previene e cura processi di deformazione della colonna vertebrale, non vengono forzate oltremisura le articolazioni e nonostante l’acquisizione di un’ottima elasticità non vi è una prevalenza di alcuni gruppi muscolari sugli altri, premessa indispensabile per una crescita fisica armonica. Dal momento che le capacità di coordinazione e la rapidità si formano tra i 6 e 12 anni - spiega Costabile - è di fondamentale importanza favorirne lo sviluppo con programmi adeguati, e ciò, acquista un significato educativo di primaria importanza, poiché è stato dimostrato che un bambino ben coordinato ha un rapporto con l’ambiente molto più sereno ed equilibrato e una sicurezza e fiducia in se stesso che l’accompagneranno per tutta la vita. Il bambino che pratica il karate, avendo ricevuto una formazione completa e multilaterale - conclude il maestro Costabile -potrà, con la pratica costante, migliorare quelle capacità e qualità che, oltre a essere indispensabili per il proseguimento della pratica del karate, consentono di avvicinarsi con successo a qualsiasi altra disciplina sportiva».

Romolo Cozza

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