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Caso Bonanno, gesso mortale

Basilicata

Secondo l'avvocato della famiglia del piccolo Andrea deceduto all'Annunziata, Carlo Taormina, il perito calligrafico avrebbe confermato la falsificazione della cartella clinica

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«Il perito calligrafo ha confermato la falsificazione delle cartelle cliniche». Lo ha detto l'avvocato Carlo Taormina alla fine dell’udienza di oggi del processo a carico di 4 medici dell’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza, accusati di aver provocato la morte del piccolo Andrea Bonanno, 7 anni, nel 2005. Taormina è uno degli avvocati dell’accusa, secondo la quale la morte del piccolo fu causata da un intervento effettuato per allargare il gesso applicato alla frattura di un braccio. I medici non si sarebbero accorti che nel praticare l’ingessatura si era formata un’ulcera cutanea e si sarebbe poi avuta una infezione settica. Da qui, sempre secondo l’accusa, l’arresto cardiocircolatorio che mandò in coma Andrea, che era anche portatore di una cardiopatia congenita. «Tutto va nella direzione giusta», ha detto Taormina, che ha ricordato che il 26 e 27 marzo saranno ascoltati due superperiti americani. «Hanno già rilasciato pareri per iscritto, ma vogliamo che siano qui perchè ci sia un vero contraddittorio. Costerà un pò, ma ci stringeremo alla famiglia Bonanno», ha concluso Taormina, che ha anche ricordato che «questo è solo il primo dei processi che sarà fatto per colpire tutti i responsabili di questa vicenda che ha dell’assurdo e dell’inconcepibile». La prossima udienza è stata fissata al 18 febbraio.

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