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Truffa alla 488 al gusto di birra

Basilicata

A scoprirla è stata la Guardia di Finanza. Nell'occhio del ciclone l'azienda «Il Mastro Birraio di Calabria srl» per il nuovo impianto da costruirsi a Santa Sofia d’Epiro

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La Guardia di Finanza di Cosenza ha scoperto una truffa aggravata finalizzata all’indebita percezione di finanziamenti erogati ai sensi della legge 488 del '92. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno controllato l’investimento agevolato effettuato dalla società «Il Mastro Birraio di Calabria srl» per il nuovo impianto di un opificio industriale da costruirsi a Santa Sofia d’Epiro. Per una spesa totale di 903.000 euro, il Ministero delle Attività Produttive ha concesso un contributo a fondo perduto di 323.000 euro, da corrispondere in tre tranches, subordinando l'erogazione all’effettuazione di apporti di capitale da parte dei soci per un ammontare totale di 648.000 euro. L’analisi dei documenti e diverse indagini bancarie avrebbero fatto emergere però molteplici irregolarità. L’impresa avrebbe artificiosamente aumentato i costi sostenuti, utilizzando fatture per operazioni inesistenti, emesse da compiacenti ditte italiane per l’acquisto dell’impianto di produzione della birra, che in realtà era fornito da una società slovacca. E' stato così ottenuto un credito d’Iva non spettante. Gli accertamenti bancari e patrimoniali hanno poi consentito di evidenziare l’insussistenza degli apporti di mezzi propri da parte dei soci. I finanzieri hanno quindi segnalato alla Procura della Repubblica di Cosenza i due soci dell’impresa. Dopo un’apposita perizia, è stato emesso anche un provvedimento di sequestro dell’intero complesso aziendale (terreno, capannone industriale, macchinari, autoveicoli, conti correnti e depositi). Sequestrate anche le quote societarie e la residua quota dell’agevolazione. La prosecuzione dell’esercizio dell’impresa è stata assicurata con la nomina di un professionista, che fungerà da custode ed amministratore giudiziario.

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