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In catene in memoria di Nicola

Basilicata

Il giovane appena ventiduenne morì in un incidente sul lavoro in un cantiere di calcestruzzi. I genitori, alla ricerca di giustizia hanno manifestato dinnanzi al tribunale di Vibo

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Dieci anni fa persero il figlio in un incidente sul lavoro: aveva 22 anni e venne schiacciato mentre stava lavorando in un cantiere di calcestruzzi nei pressi di Vibo Valentia. Da allora, su quell'incidente, è calato il silenzio. Ma ieri i genitori della vittima, Giuseppe Caglioti e Maria Conocchiella, rispettivamente di 59 e 55 anni, hanno deciso di uscire allo scoperto, e si sono incatenati ai cancelli del Tribunale di Vibo Valentia. «Vogliamo giustizia per nostro figlio Nicola, vogliamo parlare con i giudici – hanno gridato dinnanzi all’ingresso del tribunale – Abbiamo dato dei soldi a due avvocati, abbiamo firmato delle carte, ma non siamo riusciti a capire il resto di niente». I due coniugi hanno chiesto di parlare con il procuratore capo, Mario Spagnuolo. A convincerli a desistere dalla protesta è stato un ufficiale dei Carabinieri.

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