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"Martiri d'Ungheria", condanne in prescrizione

Basilicata

Si è sciolta come neve al sole, la sentenza di condanna in primo grado a carico di dieci persone coinvolte nell’operazione antidroga «Martiri d’Ungheria»

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Il troppo tempo trascorso a causa delle varie traversie giudiziarie ha fatto scattare la prescrizione che oggi ha portato il collegio presieduto dal giudice Fortunato Rosario Barone (consiglieri Andrea Pietro Esposito e Maria Ausilia Ferraro) a dichiarare il non doversi procedere nei confronti di quasi tutti gli imputati. Nessuna sentenza di condanna in primo grado dunque, in sede di Corte d’appello di Catanzaro, a carico di dieci persone coinvolte nell’operazione antidroga «Martiri d’Ungheria».
Assolti inoltre per un capo d’accusa Giorgio Galiano e Antonio Grillo, per quest’ultimo la pena è stata dunque rideterminata in due anni di reclusione e 3.000 euro di multa. Per il resto, sono venute meno le pene, principali e accessorie (nonchè i provvedimenti di confisca), inflitte il 24 giugno 2005 dal tribunale collegiale di Vibo (presidente Giancarlo Bianchi, a latere Cristina De Luca e Lucia Monaco), che dichiarò dodici persone colpevoli e undici assolte. Gli imputati furono chiamati a rispondere, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto marijuana e in misura minore cocaina ed eroina, su un asse che avrebbe unito Vibo Valentia alla Toscana.
A svelare il traffico furono gli agenti della Squadra mobile, grazie a indagini sfociate nell’operazione battezzata «Martiri d’Ungheria», portata a termine il quattro gennaio del 1999. In quell'occasione ventidue persone finirono in manette, tra cui anche studenti universitari che in varie occasioni si sarebbero trasformati in corrieri, e Salvatore Mancuso, 37 anni, di Limbadi, ritenuto dagli investigatori il punto di riferimento degli spacciatori. Il processo di primo grado, fra modifiche del collegio giudicante e rinvii, durò oltre quattro anni e si concluse tre anni e mezzo fa. Queste le condanne del giudice di prime cure che, in pratica, sono tutte venute meno (l'appello è stato celebrato solo per 10 condannati su 12): Diego Bulzomì, 3 anni di reclusione e 7.000 euro di multa; Paolo Callipo un anno e 4 mesi e 4.000 euro; Giorgio Galiano 2 anni e 8 mesi e 9.000 euro; Antonio Grillo 6 anni e 20.000 euro; Francesco Grillo un anno e 4 mesi e 4.000 euro; Salvatore La Bella 4 mesi e 1.000 euro; Antonio La Scala un anno e 8 mesi e 4.000 euro; Lorenzo Lo Bianco un anno e 8 mesi e 4.000 euro; Orazio Lo Bianco 6 anni e 20.000 euro; Salvatore Mancuso 2 anni e 6.000 euro.

(Fonte: AGI)

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