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Maltrattava la convivente, arrestato

Basilicata

Dopo mesi di vessazioni, ingiurie e violenze la donna ha trovato il coraggio di denunciare Vincenzo Foggetti, 42 anni, alle forze dell'ordine di Cosenza. Al momento dei fatti era incinta

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Sequestro di persona, lesioni personali, violenza privata, maltrattamenti in famiglia, appropriazione indebita e rapina: questi i reati contestati ad un uomo di 42 anni, Vincenzo Foggetti, noto alle forze dell’ordine, arrestato da agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Cosenza che gli hanno notificatostamane un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Paola. I reati contestati sarebbero stati commessi dall’uomo ai danni della convivente. La richiesta della misura, secondo quanto reso noto, si fonda sull'accertamento di due distinti episodi verificatisi nei mesi di luglio e di novembre del 2008. Il primo episodio risale al 27 luglio scorso e sarebbe avvenuto sulla spiaggia di Diamante (Cs), dove l’uomo avrebbe raggiunto la donna e, dopo averla percossa violentemente, anche in presenza di altre persone, l'avrebbe trascinata per i capelli inducendola, contro la sua volontà, a seguirlo fino a Rende nella propria autovettura. Nel corso del viaggio Foggetti avrebbe effettuato una sosta nei pressi di Arcavacata ed avrebbe infierito sulla vittima dopo essere sceso dall’autovettura, colpendola con due calci alla spalla. La vittima aveva fatto ricorso alle cure dei Sanitari i quali le avevano riscontrato una serie di lesioni (trauma cranico-facciale, ferita lacero contusa palpebro inferiore, trauma spalla sinistra, ecchimosi multiple) guaribili in 25 giorni salvo complicazioni. Il tutto aggravato dalla possibilità che la vittima, essendo in stato di gravidanza, potesse perdere il figlio che portava in grembo. Il secondo episodio, verificatosi il 29 novembre 2008, è avvenutoa Castrolibero quando la vittima, dopo essersi recata da Foggetti, era stata apostrofata con epiteti ingiuriosi e minacciosi per poi essere percossa con violenti schiaffi e calci, anche all’addome. Anche in questo caso la donna era stata trascinata all’interno di un’autovettura per essere accompagnata a casa e, così come verificatosi nel primo episodio, durante il viaggio Foggetti per ben tre volte si era fermata per percuotere violentemente la malcapitata, benchè in presenza di minori e di altre persone. Giunto nei pressi dell’abitazione, inoltre, l’uomo non solo avrebbe percorso in modo ancor più violento la donna, stringendola con forza al collo, quasi a volerla strangolare e minacciandola anche con un coltello da cucina, ma si sarebbe impossessato anche di alcuni oggetti della vittima: un portafogli contenente la somma di 300 euro, due cellulari, un blocchetto di assegni, la carta d’identità e le chiavi dell’autovettura. Anche in tale circostanza alla donna verrano riscontrate lesioni (trauma contusivo regione addominale, ferita da punta superficiale al ginocchio, trauma contusivo ad una mano, trauma contusivo del volto con ecchimosi, ecchimosi digitiformi alla base del collo) guaribili in 7 giorni. Ma Foggetti anche in altre circostanze avrebbe sottoposto la vittima ad una serie di atti di vessazione.

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