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Sanità, riunione sul rischio clinico

Basilicata

Si è svolta la prima riunione per la realizzazione del progetto di riduzione del rischio clinico in tutte le strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali

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Presieduta dal professore Marco Repellino (nella foto), soggetto attuatore per il rischio clinico in Calabria, nominato dal Commissario per l’emergenza socio-economico-sanitaria Vincenzo Spaziante, si è svolta la prima riunione, presenti la quasi totalità delle aziende territoriali e ospedaliere della regione, per avviare concretamente la realizzazione del progetto per la riduzione del rischio clinico in tutte le strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali della Calabria.
Il progetto, fortemente voluto, condiviso e progettato insieme dal Commissariato per l’emergenza e dal Dipartimento dell’Assessorato alla salute della Regione Calabria, ha l'obiettivo di mettere a punto e definire meccanismi, procedure e protocolli, da rendere via via sempre più solidi e verificabili, che riducano a livelli fisiologici, cioè con tendenza a zero, i rischi connessi ad errori e/o procedure errate che possano compromettere la salute dei cittadini che entrano in contatto con strutture ospedaliere, o creare loro disagio.
La Calabria è tra le prime regioni ad aver deciso un progetto contro il rischio clinico – nemico invisibile, insidioso e purtroppo sempre in agguato nelle strutture ospedaliere – utilizzando esperienze, culture e prassi decisamente innovative nel nostro paese.
L'obiettivo, ambizioso ma scientificamente possibile e soprattutto necessario, è quello di monitorare permanentemente la vita e le procedure (diagnostiche, terapeutiche, chirurgiche) negli ospedali inventariando tutti gli eventi, anche quelli che fortunatamente non hanno esiti concretamente negativi o drammatici per i ricoverati, in modo tale da comprendere le cause del loro realizzarsi per intervenire su di esse con correzioni strutturali, pratiche permanenti garantite, controlli adeguati e sistemici, a livello tecnico e con la collaborazione delle organizzazioni volontarie della società civile, che assicurino a pazienti, medici e operatori sanitari, la costruzione di una cultura e una pratica sempre vigili e attente contro il rischio clinico.
Sarà in questo modo possibile offrire sempre maggiori certezze ai pazienti e serenità professionale a quanti, ai diversi livelli e con diverse responsabilità, sono impegnati in un settore così complesso e delicato come l’ospedale. Questo lavoro, in cui la Calabria non parte da zero e nel quale verranno valorizzate come traino le importanti energie professionali calabresi già sensibili a tali tematiche, avrà successo alla condizione di una mobilitazione di tutte le forze che, ai diversi livelli, operano nelle strutture ospedaliere.
Nell’incontro è stato deciso che entro la prima decade di marzo vi sarà una prima valutazione dell’attività svolta dai diversi gruppi di lavoro sulle diverse tematiche formatisi durante la riunione tra le aziende sanitarie secondo le loro esperienze pregresse.

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