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Ex sindaco e veterinari a processo

Basilicata

Omissione d’atti d’ufficio per il mancato abbattimento a Carlopoli di 43 suini sieropositivi. Coinvolto Giuseppe Caparello, capo dipartimento Asl

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Il capo dipartimento veterinario dell'ex Asl di Lamezia Terme, Giuseppe Caparello, e l'ex sindaco di Carlopoli, Francesco Domenico Talarico, insieme al veterinario Antonio Molinaro, sono stati rinviati a giudizio dal gup Barbara Borelli, per omissioni d'atti d'ufficio, a causa delle 43 scrofe di un’azienda di Carlopoli ritenute sieropositive. La richiesta di processare i tre imputati è stata avanzata dal pm Elio Romano, a causa dei contrasti generati tra i medici veterinari dell'ex Asl lametina e il sindaco dell’epoca di Carlopoli, quale autorità sanitaria locale, preoccupato della tutela della collettività e degli accertamenti necessari a verificare l'idoneità dei suini prima che fossero immessi sul mercato alimentare, in merito alla ripetizione degli esami ematici.
Secondo le accuse, Talarico, in qualità di sindaco di Carlopoli del tempo, come autorità sanitaria locale, si sarebbe rifiutato all'epoca dei fatti di «un atto del suo ufficio che per ragioni di igiene e sanità doveva essere compiuto senza ritardo, ovvero l'emissione dell'ordinanza di abbattimento e invio alla macellazione di 43 suini risultati positivi alla suddetta Mvs, come richiesto dal servizio veterinario dell'Asl 6 di Lamezia Terme».
Il capo dipartimento veterinario dell'As di Lamezia Terme, Giuseppe Caparello ed il suo collaboratore Antonio Molinaro, entrambi dell'area funzionale A, area animale, secondo l'accusa, «indebitamente omettevano e/o rifiutavano di proporre per iscritto al sindaco di Carlopoli le misure atte ad impedire la diffusione della malattia infettiva Mvs riscontrata sui suini, nonché di impartire per iscritto le istruzioni necessarie al detentore dei capi infetti».
L'opinione pubblica lametina seguì con largo interesse la storia dei 104 suinetti, appena nati, che potevano essere alimentati dal latte materno, così come la sanità regionale, il ministero della salute, la prefettura, il consiglio comunale di Carlopoli, e Molinaro della Coldiretti, secondo il quale «si registrava l'assenza di un necessario coordinamento tra i servizi di sanità veterinaria della regione che non hanno una cabina di regia».

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