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Sequestro di beni nella Sibaritide

Basilicata

Nella Piana di Sibari, nuovo sequestro di beni della polizia a presunti affiliati alla cosca Forastefano

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Ammontano a 2 milioni di euro i beni sequestrati stamani dalla Polizia di Stato e riconducibili ad Antonio Forastefano, 38 anni, capo dell’omonima cosca di Cassano Ionio (Cs).
Il sequestro ha interessato tutti i beni mobili ed immobili, di pertinenza di Forastefano o a lui riconducibili, acquisiti al patrimonio familiare dal 2002 in poi. Arrestato nell’ambito dell’operazione «Omnia», Forastefano deve rispondere di delitti di estorsione pluriaggravata, danneggiamento, incendio, usura aggravata, rapina aggravata, introduzione nel territorio nazionale, detenzione e porto in luogo pubblico di armi, anche da guerra, detenzione illecita, anche mediante associazione, di stupefacenti.
Attualmente è detenuto nel carcere di Parma ed è ritenuto a capo della cosca mafiosa, che da lui prende il nome, operante sul territorio dell’alto Ionio cosentino ed in particolar modo a Cassano Ionio, con estensione della sua influenza sino alla Basilicata a Nord e alla zona del coriglianese a Sud. Il Tribunale di Cosenza, accogliendo la proposta del Questore Raffaele Salerno, ha stabilito che le indagini e gli accertamenti esperiti hanno permesso di individuare una serie di beni riconducibili a Forastefano ed ai familiari, consentendo la ricostruzione di un patrimonio che non trova giustificazione nei redditi ufficiali dell’uomo.
Sono stati sequestrati: l’impresa individuale Forastefano Antonio; il 50% del capitale sociale della 'Ranacolture Ionicà s.n.c.; l’impresa individuale della moglie Caterina Rizzo; otto autovetture di ingente valore e di prestigiose marche tra cui Mercedes, Audi e BMW; autocarri, abitazioni , terreni agricoli, conti correnti e dossier titoli. Il sequestro di oggi segue a distanza di pochi giorni quello eseguito nei confronti di Nicola Sebastiano Rende. Nel corso dell’anno, ad ora, sono stati complessivamente sequestrati beni per un importo di oltre 62 milioni di euro a carico di elementi indiziati di appartenere a cosche mafiose operanti sul vasto territorio della provincia di Cosenza.

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