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Pesca di frodo, interviene la Forestale

Basilicata

Sulle rive del lago Angitola a Vibo Valentia sono stati avvistati e denunciati tre ucraini che praticavano l'attività ittica all'interno dell'oasi di protezione dell’avifauna acquatica

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Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Vibo Valentia, nell’ambito di un’operazione contro il fenomeno della pesca di frodo sulle rive del lago Angitola, all’interno dell’oasi di protezione dell’avifauna acquatica, hanno denunciato tre persone, di origine ucraina, per esercizio della pesca in zona protetta. Durante uno dei servizi, gli agenti della stazione di Vallelonga hanno sorpreso i tre sulle rive del lago mentre erano intenti ad esercitare la pesca abusiva con l’ausilio di canne telescopiche dotate di mulinello. Dai controlli effettuati i tr, , B.S.S., operaio di 32 anni residente a Rosarno (RC); B.M., operaio di 34 anni pure residentea Rosarno e K.I., operaio di 57 anni residente a Mileto (VV), sono risultati essere in possesso di regolare permesso di soggiorno. Considerato che i tre stavano esercitando la pesca in zona interdetta, tra l’altro senza essere neanche in possesso della relativa licenza, gli agenti hanno sequestrato loro le canne da pesca ed il pescato segnalandoli all’Autorità Giudiziaria competente per violazione alle normative in materia di aree protette. Il Lago Angitola è stato dichiarato oasi di protezione della fauna ed è inserito nell’elenco delle zone umide riconosciute dalla Convenzione di Ramsar, oltre ad essere riportato nell’elenco dei Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) rientrante, per di più, all’interno del parco naturale regionale delle Serre.

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