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'Ndrangheta e lavori sull'A3, gli indagati respingono le accuse

Basilicata

I tre imprenditori, Salvatore Mazzei, Antonino Chindamo e Giuseppe Prestanicola, accusati a vario titolo di associazione mafiosa ed estorsione, hanno risposto alle domande del gip

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Hanno risposto alle domande del gip di Catanzaro, Camillo Falvo, negando ogni addebito, i tre imprenditori arrestati venerdì scorso con l’accusa di aver fatto da tramite tra la cosca Mancuso di Limbadi e le aziende impegnate nei lavori di rifacimento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria costrette a pagare una tangente dell’uno per cento sull'importo dei lavori. Salvatore Mazzei, di 53 anni, di Lamezia Terme, Antonino Chindamo, di 34, di Vibo Valentia, e Giuseppe Prestanicola, di 54, di Soriano Calabro, sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa ed estorsione. Gli indagati avrebbero sostenuto che le intercettazioni contenute nel provvedimento restrittivo si prestano a varie interpretazioni. I legali di Mazzei, in particolare, hanno depositato al gip alcune denunce contro delle persone accusate di avergli fatto richieste estorsive. Si attende domani la decisione del gip circa la conferma della custodia in carcere.

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