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Eluana Englaro, questione di "equilibrio dei poteri"

Basilicata

All'Università della Calabria il seminario della facoltà di Scienze Politiche tra laicità, medicina e testamento biologico. A confronto magistrati, docenti e medici

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"L'equilibrio dei poteri in gioco: la vicenda di Eluana Englaro". E' il seminario promosso dalla Facoltà di Scienze politiche dell'Unical, al quale hanno preso parte medici, docenti, magistrati e studenti dell’ateneo. Guerino d’Ignazio, preside di facoltà, ha introdotto il seminario sollevando diverse questioni, tra cui, l’equilibrio dei poteri, la laicità dello Stato e l’esigenza di tener conto dei progressi della scienza medica che hanno modificato il confine vita-morte. Di tali questioni si deve continuare a discutere anche perchè è all’esame del Senato il disegno di legge sul cosiddetto testamento biologico. Renato Greco, presidente del Tribunale di Cosenza, ha ripercorso l’intervento della magistratura nella vicenda Englaro ed ha richiamato l’articolo 32, comma 2, della Costituzione che recita «Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». «Tale norma costituzionale - ha sostenuto - si caratterizza per una forte rigidità proprio al fine di garantire pienamente la dignità della persona. Greco ha auspicato che l’intervento del legislatore in una materia così complessa avvenga soltanto per principi, altrimenti sarebbe preferibile che il legislatore non intervenisse». Giovanni Nicotera, anestesista-rianimatore, ha descritto le diverse condizioni di stato vegetativo. «La generalizzazione eccessiva degli stati vegetativi - ha detto - può determinare errori diagnostici molto elevati. Stabilire con correttezza la diagnosi è fondamentale per riuscire a curare adeguatamente il paziente e dar seguito alle sue volontà. Attualmente, in Italia, sono circa tremila le persone in stato vegetativo». Per Silvio Gambino, docente della Facoltà «è importante disporre di una legge in questo campo per evitare il rischio che i giudici possano decidere in modo diseguale di fronte ai diversi casi concreti».

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