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Crotone, il bluff del contratto di programma

Basilicata

Nuova inchiesta giudiziaria del pm Pierpaolo Bruni: perquisizioni e sequestri tra la Calabria e la Lombardia. Quattro indagati per 133 milioni di fondi Cipe forse finiti all’estero

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di ANDREANA ILLIANO
I fondi pubblici per il piano di sviluppo di Crotone sono nelle banche di Lussemburgo. E sono volati via i soldi del Contratto di programma, quei 400 miliardi di vecchie lire, che dovevano servire a rilanciare l’economia, dopo la chiusura della fabbrica metallurgica di Pertusola. È finita al vento quella che veniva definita la filiera energetica. I finanziamenti pubblici (una parte dei 133 milioni di euro assegnati) si sono persi in un gioco di società duplicate, di progetti mai realizzati. In questa storia entra in gioco addirittura Endesa, un gruppo spagnolo, tra i più grandi d’Europa, nel settore energetico, che non riusciva ad ottenere autorizzazioni per la realizzazioni di centrali a Crotone ed acquista permessi e società da un imprenditore italiano, ma residente nel Principato di Monaco. Ecco l’ultima inchiesta giudiziaria, firmata dal Sostituto Procuratore Pierpaolo Bruni.
Quattro sono gli indagati (Aldo Bonaldi, residente nel Principato di Monaco; Roberto Mercuri, residente a Milano, Annunziato Scordio, di Catanzaro, Michelangelo Marinelli di Modena, tutti amministratori di società legati apunto al Contratto di programma). I reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta, fino alla truffa e al falso. Ieri il primo atto dell’indagine: sono state eseguite quattro perquisizioni, dalla Guardia di Finanza, nelle sedi di società da Milano della società Pianimpianti, nelle due sedi di Crotone della società Eurosviluppo industriale e Consorzio Eurosviluppo. L’uomo chiave di questa vicenda è Aldo Bonaldi, già indagato per la presunta truffa di Cellulosa 2000, la fabbrica aperta e poi chiusa, dopo aver ottenuto fondi pubblici. La storia parte da una Spa, Eurosviluppo industriale che nel 2001 riesce ad ottenere dalla regione Calabria un finanziamento di 149 miliardi di vecchie lire per un’iniziativa progettuale integrata relativa alla crisi dell’area Pertusola di Crotone che prevedeva un investimento di 650 miliardi e una previsione di 300 posti di lavoro. La Eurosviluppo Spa a sua volta, per conto di un costituendo consorzio Eurosviluppo, chiedeva ed otteneva la realizzazione della centrale turbogas di Scandale.
Il consorzio metteva insieme la Spa Eurosviluppo industriale, la Esposito Srl (poi sostituita da Alibio Srl), la Conser.Laratta e infine Fin Podella. In teoria dovevano essere realizzati alimenti naturali a base vegetale e accanto a tale imprese c’era due centrali termiche, una a turbogas a Scandale e l’altra a Crotone, che appunto dovevano fornire alle imprese energia.
Dopo 27 giorni il primo miracolo (in genere i tempi di approvazione sono di un anno): il Cipe approva il contratto di Programma. Arrivano 133 milioni di euro, finanziato dal ministro delle Attività Produttive, quando ad essere sottosegretario è Pino Galati. È lui, il politico, ex Udc, (non indagato) che secondo i primi atti dell’indagine, ha contatti con il factotum di questa intricata storia, Aldo Bonaldi (che è tra gli indagati).
Il consorzio ottiene la prima tranche di finanziamenti. Intanto però una delle società si tira indietro, un’altra si trasferisce a Simeri Crichi. Il piano di sviluppo per Crotone viene meno. Il Consorzio dichiara fallimento il 10 febbraio scorso. Il 7 luglio del 2008 il Ministero per le Attività Produttive aveva revocato i finanziamenti. Bonaldi ha un ruolo di primissimo piano a livello nazionale, ha legami politici, ha società in Lussemburgo e in questa vicenda ha una società la Pianimpianti che fornisce macchine (con tanto di soldi e fatture) al consorzio che non sono mai arrivati a Crotone.
In tutto questo ad oggi la centrale Turbogas di Scandale è in corso di realizzazione, ma non si sa a chi servirà, perchè la filiera energetica non esiste più. E neanche i soldi pubblici.

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