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WWF: "in Calabria a rischio delfini e tartarughe"

Basilicata

Il WWF lancia l'allarme su delfini e tartarughe marine. Troppi e strani i ritrovamenti di esemplari morti nelle acque calabresi

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«Il numero rilevante di tartarughe marine e delfini rinvenuti ormai morti sulle spiagge del versante tirrenico della Calabria - fa rilevare il WWF - comincia a destare qualche preoccupazione nel WWF che da 25 anni segue l’andamento delle catture accidentali e degli spiaggiamenti di queste specie protette».
«Gli stessi esperti dell’associazione ambientalista hanno potuto documentare nell’ultimo fine settimana ben quattro ritrovamenti di tartarughe marine, di cui due per fortuna ancora vive: una recuperata grazie all’intervento dei Carabinieri di San Ferdinando e del Dott. Luverà, del Servizio Veterinario di Palmi e l’altra avvistata proprio davanti al Porto di Vibo Marina in apparente difficoltà, per come constatato da pescatori del luogo e da personale della locale Capitaneria di Porto. La tartaruga di San Ferdinando è stata successivamente trasportata presso il Centro di Isola di Capo Rizzuto grazie alla collaborazione tra il WWF e lo stesso centro crotonese: si spera che , dopo la rimozione del nastro di plastica che fuoriusciva sia dalla bocca che dalla cloaca, il giovane esemplare di circa 30 cm di lunghezza, possa riacquistare la sua libertà. Niente da fare invece per le due «carette» rinvenute ormai morte in località «Marinella « di Pizzo (VV) e ad Acquappesa (CS). Continuano del resto a sollevare molti interrogativi – si fa rilevare – le morti di diversi cetacei della famiglia dei delfini, appartenenti alla specie «Stenella coeruleoalba», dopo gli ultimi spiaggiamenti di individui giovanissimi o addirittura neonati, l’ultimo dei quali spinto dalle onde sul litorale di Pizzo sabato scorso. In precedenza altre segnalazioni erano giunte da Parghelia, Zambrone, Rosarno, Ricadi, Diamante e Amantea. Se il fenomeno dovesse ripetersi il WWF avvierà dei contatti con un centro di studi universitario per l’analisi dei tessuti, al fine di accertare la causa dei decessi e verificare l’ipotesi della diffusione di un’epidemia virale da morbillivirus, come quella che colpì le popolazioni di Stenella del Mediterraneo nel 1991».

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