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Resti mortali nei sacchetti a Catanzaro

Basilicata

L’assenza delle strutture di deposito ha rallentato le operazioni di esumazione
Al cimitero cento quintali di ossa in parte alla rinfusa

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di ALESSIA BULDINO

Resti mortali al cimitero di via Paglia. Il dato è contenuto nell'informativa periodica trasmessa dai responsabili dei servizi al dirigente del settore Gestione del territorio di palazzo de Nobili. La nota, protocollata il 2 marzo con numero 20095, riporta una sintesi dell'attività amministrativa cimiteriale. Dalla situazione del personale alle presunte irregolarità registrate nella costruzione delle cappelle gentilizie. Passando per l'agghiacciante rinvenimento di resti mortali custoditi nei locali posto la chiesa cimiteriale di via Paglia, messi in parte in sacchetti di plastica per immondizia ed in parte alla rinfusa e tutti senza alcuna identificazione, il peso complessivo è presuntivamente pari a circa cento quintali. Secondo quanto riferito nella relazione, risulterebbe anche nella gallerie sotto le chiese degli altri cimiteri sub urbani la stessa situazione. In alternativa alla proposta di cremazione, il rettore ritiene ha ritenuto opportuno suggerire almeno una dignitosa sistemazione e custodia dei resti mortali con raccolta in apposite cassette. Una condizione ulteriormente aggravata dal fatto che i locali all'interno dei quali vengono poste le cassettine contenenti i resti mortali raccolti nel periodo 2006 ad oggi, risultano completamente saturi. Proprio per l'assenza di adeguate strutture di deposito, le operazioni di esumazioni e di estumulazioni hanno subito un notevole rallentamento, appesantendo la già critica situazione di disponibilità di locali, la maggior parte dei quali, essendo di antica fattura, sono anche fatiscenti. Questo il primo ostacolo dell'attività amministrativa in materia cimiteriale. Il secondo, tra gli altri, riguarda il lavoro nero. Secondo quanto riferito nella relazione, è stato introdotto l'obbligo della presentazione del Durc per le ditte che compiono la manutenzione ordinaria delle cappelle e la collocazione/riparazione di lapidi. Un fatto, oltre che a garanzia dell'amministrazione comunale, si è reso necessario al fine di combattere il lavoro nero che, da segnalazioni pervenute all'Ente, risulta sempre più presente nei cimiteri comunali. In più, tutela del Comune, è stato chiesto l'intervento della direzione provinciale del lavoro per i controlli di merito all'interno dei cimiteri comunali. Ed ancora, è stata manifestata la necessità di disporre un dipendente comunale nei cimiteri in modo tale che riferisca le stranezze, le anomalie e le deviazioni delle norme.
Ma c'è di più. Nella relazione si parla anche di presunte irregolarità per l'assegnazione delle cappelle gentilizie. Nello specifico si fa riferimento a un preliminare controllo a campione circa le dichiarazioni presentate dai concessionari per l'assegnazione di suoli per la costruzione delle cappelle. Ma i “guai” non arrivano mai da soli.
È, infatti, dei giorni scorsi la denuncia della signora Giuseppina Pellegrino, che ha sollecitato i dirigenti comunali ad intervenire per porre rimedio alla
razzia di fiori e portafiori al cimitero.
«Il nostro comune dovrebbe essere legalmente tutore dei defunti per i quali paghiamo. Sarebbe forse il caso di installare le telecamere come, ho segnalato ai tecnici del Comune. Ieri oltre ai fiori mi sono accorta che alla tomba di un giovane mancava anche il portafoto».

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