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De Magistris polemico con Mancino: "Solo ora ricorda i magistrati in politica"

Basilicata

Continua a tenere banco la vicenda legata all'ex pm di Catanzaro il quale ha chiarito la sua posizione circa la candidatura, l'indagine e la magistratura

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Continua a tenere banco la vicenda legata all'ex pm di Catanzaro, Luigi De Magistris. Dopo i rumors poi confermati della sua candidatura alle elezioni Europee tra le fila dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e la conferma delle indagini a suo carico per abuso d'ufficio e interruzione di pubblico servizo, il dibattito continua a sollevare polemiche. A rompere gli indugi è proprio De Magistris che ha commentato la notizia dell'indagine a suo carico definendola “ridicola e grottesca". Inoltre, ha fatto notare che con lui sono indagati sette magistrati della procura di Salerno che hanno aperto «circa cento procedimenti» sulla sua vicenda e «dopo due anni hanno dimostrato che ho agito in maniera corretta», accertando che chi lo ostacolava voleva la “disintegrazione" sua personale e delle sue inchieste. «I magistrati di Catanzaro - ha aggiunto - invece di accettare l’esito dell’inchiesta hanno illegittimamente controindagato i loro indagatori». E De Magistris ha fatto anche una previsione: «Sarò indagato per i prossimi 30 anni - ha detto - Su di me sono stati aperti più di cento procedimenti, un numero superiore a quello che riguardò i pm di Mani pulite. Potrebbero addirittura inventarsi complotto tra me e Di Pietro prima ancora che entrassi in magistratura». Perchè si aspetti ancora di essere indagato per un tempo così lungo l'ex pm di Catanzaro lo spiega così: «avendo fatto ottanta verbali alla procura di Salerno credo che sarò ancora denunciato da tante persone». E sulla separazione delle carriere ha le idee chiare. «Di per sè non è un tabù - ha spiegato - e in un Paese democratico non bisognerebbe averne paura. Preoccupa però in questo momento in cui è in atto un disegno di svuotamento dell’indipendenza della magistratura». Ma De Magistris, però, non parla di Mastella che, nei giorni scorsi, aveva commentato la sua candidatura con ironia. "Il caso Mastella? Non ne voglio parlare visto che non mi è stato consentito di portare a termine le inchieste".
Con il vice presidente del Csm Nicola Mancino, che ieri proprio partendo dal suo caso, ha espresso l’opinione che ai magistrati che si candidano non dovrebbe essere consentito poi di tornare indietro, De Magistris fa una velata polemica: «sono d’accordo con lui, ma prendo atto che si ricorda solo ora dei magistrati in politica».
Parole dure le sue in un capitolo davvero complesso per la politica, la magistratura e il paese intero.

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